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APPRENDISTATO/ L'esperto: vi spiego cosa non funziona nel "contratto per i giovani"

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Lo dico pensando al disegno di legge Fornero, che introduce ulteriori modifiche al decreto legislativo 167. Se verrà approvato così come è stato varato dal Consiglio dei Ministri, a mio giudizio il nuovo dl renderà meno facile l’utilizzo dell’apprendistato: mi riferisco in particolare a un limite che è stato recentemente inserito, secondo cui le aziende possono assumere nuovi apprendisti solo se nei 36 mesi precedenti almeno il 50% degli apprendisti sono stati confermati, proseguendo quindi il rapporto di lavoro. Le aziende che non hanno confermato almeno la metà degli apprendisti nei 36 mesi precedenti non possono assumerne di nuovi.

Con quali conseguenze?

Da un lato questo aspetto rappresenterà un limite nell’utilizzo dell’apprendistato, ed è un approccio significativo perché in qualche modo non riconosce la vera funzione formativa dell’apprendistato. Questo perché in Italia non è ancora maturo il riconoscimento del valore formativo del lavoro.

L’apprendistato è comunque pronto a fare il suo debutto?

Il dl 167 è entrato in vigore e la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’accordo previsto dalla norma per disciplinare l’apprendistato di primo livello. Inoltre anche le parti sociali stanno in buona parte adeguando i contratti per il nuovo apprendistato, quindi dal punto di visto legislativo è tutto sostanzialmente pronto. Ricordiamo che oggi il 90% degli apprendisti è assunto con il secondo livello, e la nuova normativa riduce la formazione pubblica a 120 ore nel triennio (mentre in passato era almeno di 120 ore all’anno), riconoscendo quindi alle Regioni il compito di formare sulle competenze di base e trasversali, mentre l’alta formazione è riconosciuta totalmente in capo alle aziende. In questo modo il contratto di apprendistato di secondo livello viene in qualche modo sburocratizzato e portato maggiormente nell’orbita del rapporto di lavoro, ed è certamente un fatto positivo perché le aziende avranno la possibilità di formare l’apprendista secondo i propri bisogni.

 

(Claudio Perlini)  

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