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PENSIONI/ Esodati. Rimoldi (Cisl): il Governo “dà i numeri”, ma rischia un caso Grecia

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No. Riteniamo che, se consideriamo il fatto che molti inizieranno a trovarsi senza pensione e senza lavoro a distanza di poche settimane o pochi mesi rispetto alle scadenze calcolate dal governo, nei prossimi 12 mesi potrebbero essere anche intorno ai 100mila.

 

Com’è possibile che dopo tanti mesi ancora non si sappia con precisione quante siano le persone coinvolte?

 

Ce lo chiediamo tutti. L’impressione è che all’inefficienza delle istituzioni si sommi la volontà di nascondere il numero reale per il timore di dover ammettere che mancano i soldi per la copertura necessaria. Troviamo ancora più sconcertante che, al di là delle cifre, non si sia individuata ancora una risposta per gli esodati dei prossimi anni. Lo Stato deve garantire pure a loro il rispetto dei propri diritti.

 

Si tratta, quindi, di una banale questione di soldi?

 

È probabile. Ma i diritti individuali non possono essere vincolati alle disponibilità economiche; casomai è il contrario. Le risorse economiche vanno ricercate e recuperate in base alle esigenze dei cittadini. E, in ogni caso, ci sono.

 

Dove?

 

All’interno dello stesso sistema previdenziale. La riforma, infatti, ha consentito di accantonare ingenti risparmi. Sono previsti, già per il 2013, sei miliardi di spesa in meno.

 

Cosa vi aspettate dal governo?

 

Ci auguriamo un atteggiamento di maggiore responsabilità. Far quadrare i conti è importante. Lo è altrettanto rispondere ai bisogni delle persone. Quanto sta accadendo in Italia, e in Europa, sul fronte dell’antipolitica e il successo di certi partiti dovrebbe far riflettere.

 

Cosa prevedete, nella peggiore delle ipotesi?

 

Se al problema degli esodati non si troverà soluzione, l’eventualità potrebbe contribuire sensibilmente a minare la coesione sociale. Accanto alle iniquità e alle criticità determinate dalla riforma delle pensioni ce ne sono molte altre, come l’elevata disoccupazione, l’aggravio fiscale su più fronti e il caro vita. Non è escluso che il malcontento, la rabbia e l’insoddisfazione possano sfociare in sviluppi analoghi a quelli greci.  

 

(Paolo Nessi)

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