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DISOCCUPAZIONE RECORD/ L’esperto: ora è rischio la tenuta delle famiglie

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Gravano, in particolare, una serie di fattori: «Tra i principali, possiamo sicuramente individuare la crisi dei consumi. Se calano gli ordinativi, le imprese faticano a mantenere lo stesso numero di dipendenti. Pesa, inoltre, la stretta creditizia che sta contribuendo, contestualmente all’insolvenza delle pubbliche amministrazioni, all’assenza di liquidità». A oggi, per trascinarci fuori dal pantano, il governo ha fatto poco e niente. 

«Non si è vista l’ombra delle politiche per lo sviluppo tanto sbandierate da Mario Monti. Mentre, sul settore della ricerca, fondamentale per il rilancio del Paese, continuiamo a fare passi indietro. A fronte di un ingente sforzo contributivo, a livello europeo, i nostri ricercatori, negli ultimi anni, sono continuamente diminuiti». La riforma del mercato del lavoro, dal canto suo, posto che sia in grado di sortire effetti benefici, questi non saranno apprezzabili prima di due o tre anni, quando andrà a regime. Peccato che non ne sia in grado. «Rappresenta la sintesi di numerosi compromessi, interessi e veti contrapposti. Non si ha avuto il coraggio necessario nel riformare l’articolo 18 e non si è preso in serio considerazione il fatto che, se il provvedimento non è appetibile per le imprese, non raggiungerà l’obiettivo».  

 

(Paolo Nessi)

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