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ESODATI/ I numeri dell'Inps: sono 390mila contro i 65mila del ministero

L'Inps ha comunicato al governo i numeri dei lavoratori che rientrano nella categoria degli esodati e che avrebbero diritto alla pensione. Sono 390.200

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Esodati, continua la guerra dei numeri. Dopo che il ministero aveva fissato in 65mila il numero degli esodati da far rientrare nel numero di coloro che avrebbero diritto alla pensione, risponde adesso l'Inps. Da una indagine effettuata, viene comunicato al ministero un nuovo numero di lavoratori che rientrano ella categoria. Sono ben 390.200. Nel dettaglio quelli che hanno scelto la prosecuzione volontaria sono 133mila persone, autorizzate ai versamenti volontari, mentre i "cessati", quello che sono usciti dal mercato del lavoro per dimissioni, licenziamenti e altre cause e che hanno più di 53 anni senza essere rientrati nel mercato del lavoro sono 180mila. Cifre calcolate nel periodo 2009 e 2011. Ecco dunque la nuova cifra relativa ai lavoratori che avrebbero diritto di andare in pensione secondo il decreto Salva Italia e il Milleproroghe. Un totale appunto di 390.200 lavoratori che si riduce a 65mila secondo i criteri restrittivi delle norme preparate dal ministero del lavoro e dell'economia. E se l'Inps dichiara 133mila persone che hanno scelto la prosecuzione volontaria (nate dopo il 1946 e con ultimo contributo versato prima del 6 dicembre 2011) e dichiara in 180mila quello usciti dal mercato del lavoro tra il 2009 e il 2011 con più di 53 anni e che non si sono rioccupati, per il governo i numeri delle rispettive categorie sono invece 10.250 e 6.890 salvaguardati. Il governo con le regole approvate considera infatti solo coloro "che maturano la decorrenza della pensione entro 24 mesi dall'entrata in vigore del Salva Italia (6 dicembre 2011) e quindi di fatto che, considerata la finestra mobile, maturano i requisiti entro maggio 2012 se autonomi e entro novembre 2012 se dipendenti".  Ci sono poi altri numeri relativi ai lavoratori calcolati dall'Inps nel suo rapporto. Ci sono infatti 45mila lavoratori in mobilità ordinaria e in quella lunga, mentre il decreto governativo ne salvaguardia solo 29.050. Ci sono 26.200 persone che rientrano nei fondi di solidarietà a fronte dei 17.710 previsti nel decreto: ci sono 3.330 beneficiati del congedo straordinario per assistenza a figli gravemente disabili contro i 150 previsti sempre dal decreto.