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IDEE/ Le "istruzioni" per ritrovare lavoro

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Cciaa, Comuni, Provincie, Centri per l’impiego, Regioni, associazioni di categoria, dovrebbero dare visibilità dei loro database di aziende sul territorio all’azienda che dismette e, per le associazioni di categoria, dare accesso ai propri canali di comunicazioni sulle incentivazioni disponibili per chi assume e/o reindustrializza.

Tali misure dovrebbero far diminuire, a parità di condizioni, le ore di Cig a carico dello Stato. Le risorse risparmiate potrebbero essere destinate in quota parte:

A risparmio netto per lo Stato;

Alle aziende che assumono, sotto forma di sgravio contributivo (maggiore dell’attuale per la mobilità) come riconoscimento del lavoro di riqualificazione che comunque devono fare, a patto che l’assunzione sia a tempo indeterminato o determinato, ma superiore a 10-12 mesi. Inoltre, i voucher regionali per la formazione, in questi particolari casi di ristrutturazione, dovrebbero potersi spendere da parte dei lavoratori direttamente verso il nuovo datore di lavoro che lo forma internamente. E dovrebbero essere previste forme di contratto di apprendistato anche per lavoratori non più giovani sempre più costretti a riqualificarsi a qualsiasi età (Regione Lombardia ha recentemente attivato provvedimenti al riguardo).

Alle aziende che dismettono, sotto forma non solo di sgravio dei contributi alla mobilità per chi viene da essa stessa ricollocato (è una legge che già c’è, ma poco conosciuta e utilizzata e comunque potenziabile), ma anche, per esempio, di sgravio contributivo alla Cig per le persone mandate in distacco (equivalente a un periodo di prova presso l’azienda che assume ma in cui il lavoratore è ancora in Cig e in forza all’azienda che dismette) presso aziende che potrebbero poi assumerle.

Già in altri paesi sono in vigore leggi che obbligano chi licenzia a “ripristinare” i posti di lavoro che cancella e che stimolano la responsabilità di aziende e lavoratori in tale direzione. C’è davvero da sperare che questa lacuna, una vera e propria voragine all’interno della riforma, possa essere in qualche modo ovviata, prendendo spunto dalle esperienze in atto più positive, all’interno del promesso pacchetto per la crescita, vista la stretta relazione tra politiche attive del lavoro e sviluppo.

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COMMENTI
12/06/2012 - Ripensare Conoscere Ricercare Ritrovare (Antonio Servadio)

Per ritrovare il lavoro serve riuscire a pensarlo e saperlo poi cercare. Se ci si addentra nel tema ascoltando le voci di chi è in questa impresa impegnato si scopre che ci sono vari scogli e non solo e non tanto di natura normativa. Cercare lavoro è un lavoro, quindi va appreso. Il lavoro va innanzitutto ripensato, come va ripensato il proprio profilo, poi vanno apprese alcune abilità e un discreto numero di informazioni. Poi si può procedere alla ricerca in modo fruttuoso, per ritrovare un lavoro che probabilmente non sarà ri-trovato in quanto differente da quello che si immaginava che fosse prima di perderlo. Eventuali incentivi e misure normative eventuali, vanno ri-pensate sull'esigenza delle persone di dover riuscire a ri-pensare i paradigmi precedentemente consolidati: chi si trova a dover affrontare una nuova ricerca deve dotarsi di un nuovo armamentario e di nuova consapevolezza di sè e del rapporto stesso con il lavoro. Serve mettere in campo competenze trans-culturali. La flessibilità e la versatilità prendono origine in quella fase, la riforma paradigmatica della persona di fronte al lavoro.