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Ci costeranno care quelle strane amnesie sulle politiche attive

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Nei mesi che hanno preceduto la discussione sulla Riforma, più parti hanno sottolineato l’assoluta necessità di utilizzare strumenti di politica attiva per dare un impulso nuovo e vigoroso al mercato del lavoro.

Due le ipotesi più significative emerse a riguardo.

Innanzitutto, il disegno di legge Treu-Cazzola, che prevedeva l’obbligo per le aziende, in caso di licenziamento, di farsi carico di un progetto di sostegno alla ricollocazione del lavoratore. L’intenzione ultima era quella di dare una risposta concreta al problema principale, costituito dal fatto che una persona viene a trovarsi, improvvisamente e spesso drammaticamente, senza lavoro (e non solo senza un sussidio!).

L’altra proposta ipotizzata era quella del Senatore Ichino, che suggeriva – a fronte di un articolo 18 che si auspicava potesse diventare ben più flessibile di quello attualmente delineato dalla Riforma – che  fosse l’azienda a farsi carico del costo per il disoccupato dell’eventuale secondo anno di ammortizzatori, dopo un primo anno pagato dall’INPS. Questo scenario avrebbe incentivato – e non poco - le aziende ad individuare una nuova occupazione per le persone licenziate, se non altro per evitare l’onere di un extra-costo.

Cosa è accaduto, invece, al termine dell’iter di discussione della Riforma? Purtroppo l’articolo 18 è cambiato meno di quanto si potesse sperare e nessuna delle due ipotesi richiamate ha visto la luce.

A tutt’oggi, infatti, all’interno del procedimento di conciliazione obbligatoria – assai interessante per la coattività e tempestività con cui viene disciplinata – la nuova norma si limita sì a suggerire che all’atto della conciliazione le Parti concordino un progetto di supporto alla continuità professionale del lavoratore, ma non prevede alcuno strumento finalizzato ad incentivare l’attuazione di tale progetto, né tantomeno a renderlo vincolante.

Va però - a ben guardare - positivamente rilevato che parlare di progetti di sviluppo di ricollocazione professionale in sostituzione o ad integrazione dei tradizionali sussidi, era, fino a poco tempo fa, assolutamente impensabile!



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