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Lavoro

DDL LAVORO/ L'apertura della Fornero: sulla riforma non c'è dogmatismo

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero è intervenuta telefonicamente al convegno Occupazione e Welfare, sottolineando e ribadendo che sulla riforma del lavoro «non c'è dogmatismo».

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Il ministro del Lavoro Elsa Fornero è recentemente intervenuta attraverso un collegamento telefonico al convegno Occupazione e Welfare, organizzato dalla Fondazione Craxi, sottolineando che sulla riforma del lavoro «non c'è dogmatismo», ma bisogna invece «essere disposti a monitorarla, a vedere se gli effetti si discostano dagli obiettivi posti». Se così dovesse accadere, ha aggiunto la Fornero, «bisogna avere la disponibilità eventualmente a cambiare qualcosa». La titolare del Welfare ha poi ribadito che la riforma del mercato del lavoro «è un buon equilibrio tra esigenze spesso contrapposte delle parti», aggiungendo che «se ci si sforza tutti insieme di guardare alle cose positive che ci sono e all'equilibrio che realizza, credo che faremo un buon passo nella direzione di un futuro migliore per questo paese». «Dobbiamo fare nostro un atteggiamento pragmatico, che è il controllo in itinere, in applicazione, delle riforme», ha detto ancora il ministro del Lavoro. Sulla questione è intervenuto anche il Partito Democratico: il segretario Pier Luigi Bersani si è detto pronto ad "accelerare" riguardo l'approvazione del ddl sulla riforma del mercato del lavoro ma ha chiesto che il governo risponda rapidamente in modo "non verbale" sul tema degli esodati, che lo stesso Bersani ha definito "un tema sociale acutissimo" e "una priorità”. Intervenendo a YouDem, la tv ufficiale del partito, Bersani ha poi aggiunto che il Pd sta annunciando “una cosa molto chiara” al governo, cioè di essere pronto a “accelerare le norme sul mercato del lavoro, anche se non ci soddisfano e dovremo assolutamente tornarci su". Però, ribadisce il segretario Pd, ci vuole anche “una risposta non verbale sul tema degli esodati perché non si può lasciare la situazione in così grave incertezza". Una recente indagine della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha inoltre fatto sapere che tirando le somme il numero degli esodati non può essere inferiore a 370 mila. Rosario De Luca, presidente della Fondazione, ha così commentato (da La Repubblica): "Se è vero che 65 mila lavoratori sono stati salvaguardati dal decreto, ne restano almeno altri trecentomila che in virtù della normativa vigente si ritroveranno presto esodati in attesa della pensione senza aspettare le nuove regole previste dal dicastero guidato da Elsa Fornero".