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Lavoro

SOLUZIONI (?)/ Il pollo di Polillo: se una settimana di becchime ti risolleva il Pil

Gianfranco Polillo (Infophoto)Gianfranco Polillo (Infophoto)

E allora a chi? Ovvio, a quelli come il Merisio che di mesi all’anno ne lavorano undici. Fortunato lui, si dirà. E quelli come lui. Ma qui il contadino ha qualche problema: qual è la formula magica che, riducendo a tre settimane l’anno il tempo di riposo del fortunatissimo e onesto lavoratore, aiuta anche gli altri a stare un po’ meglio, a mangiare anche loro una quota di pollastro?

All’umile e ignorante fattore, questo trucco non è molto chiaro. Soprattutto se quella settimana di lavoro in più per tirare il fiato manco gli viene pagata. Anzi, va persino in perdita. Perché se anche non è più molto di moda un certo modello di nucleo famigliare, talvolta capita ancora che i Merisi d’Italia quando lavorano debbano magari far custodire la prole da qualcuno, generalmente retribuendolo anche per il bene suo.

Fortunati loro, si dirà ancora. Eh già. Finché non torna la schiavitù, questa è la condizione. E chissà che non ci siamo molto lontani. E allora sì che il Pil farà festa. Spaghetti, pollo e patatine.

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