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Nella manovra di agosto il possibile antidoto a una legge incompiuta

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Flessibilità in entrata. L’articolo 8 può regolare le materie relative “ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarietà negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro”. È quindi possibile utilizzare queste forme contrattuali per migliorare la flessibilità in entrata. Come? Un esempio su tutti è costituito dalla possibilità di intervenire sui nuovi limiti imposti dalla riforma ai contratti a termine, attraverso un accordo che permetta di prevedere tra i due contratti tempi di intervallo più stretti, o che consenta di superare la causale in cambio di maggiore occupazione e, quindi, di più assunzioni.

Somministrazione. Il cosiddetto “accordo territoriale” o “aziendale” potrebbe consentire, avvalendosi anche della collaborazione e del supporto fornito dalle agenzie, il superamento delle causali previste per i contratti di somministrazione, a fronte della possibilità di una maggiore occupazione e consolidamento della forza lavoro.

Conciliazione vita lavoro. Utilizzando la contrattazione territorialeè possibile adottare soluzioni sperimentali per promuovere e sostenere la conciliazione vita-lavoro attraverso politiche adeguate (telelavoro, flessibilità dell’orario lavorativo, permessi e congedi, ecc.), favorendo in tal modo una crescita dell’occupazione e permettendo a tutti, anche alle giovani donne, di dare il loro contributo professionale.

Apprendistato. Con l’articolo 8 si possono superare i limiti numerici di assunzione e modificare le modalità di svolgimento del rapporto di lavoro, prevedendo, per esempio, un lungo periodo di prova. Persino le retribuzioni potrebbero essere riviste, tenendo in debito conto la Costituzione e le convenzioni internazionali.

Da questi pochi esempi appare con evidenza come possa essere interessante e utile provare a utilizzare l’articolo 8 per individuare e sviluppare nuove soluzioni che, in tal modo, in futuro potranno essere prese in considerazione dallo stesso Legislatore, dopo averne verificato l’effettiva efficacia. Naturalmente, cosa ancor più importante, tale metodo di affronto delle problematiche richiederebbe alle Parti in gioco una maggiore e più consapevole assunzione di responsabilità.

Fermo restando che lo spazio d’azione consentito dall’articolo 8 non deve in nessun caso pregiudicare la certezza del sistema, ci sembra tuttavia che questa disposizione possa costituire una cartina di tornasole per misurare se e quanto ci sia ancora nel nostro Paese qualche soggetto che desidera e che sia capace di dire qualcosa di nuovo per il bene di tutti. Qualcuno che - novità pressoché assoluta nel panorama italiano - sia disposto a prestarsi alla verifica dei fatti, prima che al successo politico o mediatico. Attendiamo fiduciosi una risposta.

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