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Lavoro

FIAT/ Marchionne: sentenza Fiom è solo folklore locale. Le reazioni

Frase al veleno da parte dell'amministratore delegato della Fiat in merito alla sentenza che obbliga a riassumere i lavoratori con tessera Fiom. Le reazioni della politica

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Sergio Marchionne, parlando in Cina all'inaugurazione del primo stabilimento Fiat in quel Paese, torna dopo diversi giorni sulla sentenza Fiom. Non aveva infatti fino a oggi commentato il ricorso della Fiom che aveva chiesto il reintegro di 145 lavori iscritti al sindacato, ricorso che è stato accolto. Secondo il sindacato, questi lavoratori erano stati discriminati perché tesserati al sindacato Fiom e quindi non assunti a Pomigliano: il ricorso obbliga la Fiat a reintegrarli. Marchionne ha detto la sua sulla vicenda dopo un lungo silenzio, chiarendo che se la Fiat rispetterà senz'atro quanto deciso e quindi la legge dello Stato, dal suo punto di vista si tratta "di un evento unico che interessa un particolare paese che ha regole particolari che sono folcloristicamente locali". Una frase che ha ovviamente scatenato polemiche risentite da molte parti. Marchionne, nel suo discorso in Cina, ha anche detto che "questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, da quanto ne so. Focalizzare l'attenzione su questioni locali ignorando il resto è attitudine dannosa". Legge che comunque, ha rassicurato, verrà rispettata dalla Fiat come sempre fatto in passato. Per Andrea Orlando, presidente del Forum Giustizia del Pd, la frase di Marchionne è qualcosa che nemmeno un importante imprenditore può permettersi: "Parlare di una sentenza di un tribunale della Repubblica che applica le leggi dello Stato e la Costituzione associandolo ad un fenomeno di folklore è un insulto al Paese che mi auguro si voglia al più presto correggere". Deligittimare chi ricorre contro la decisione di un giudice è un errore, dato che è un diritto previsto dal nostro ordinamento" Per Giuliana Carlino dell'Italia dei valori, Marchionne pensa di vivere nel paese di Pulcinella. Da parte sua Marchionne aveva comunque fatto sapere che Fiat, pur non avendo mai mancato di rispettare la legge, presenterà appello contro la pronuncia della Corte. Come detto, Sergio Marchionne si trova in Cina all'inaugurazione del primo stabilimento Fiat in quel Paese, una iniziativa in joint venture con una azienda locale. L'obbiettivo è di conquistare entro il 2014 il 2% del mercato automobilistico cinese.