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Lavoro

Persa l'occasione di fare chiarezza sulla giungla dei contratti

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Da questo punto di vista è importante notare che il lavoro in somministrazione e il contratto a termine direttamente gestito dall’azienda rispettano già oggi queste condizioni - con costi giustamente più elevati e simili al lavoro a tempo indeterminato - e che l’apprendistato prevede un minor costo, disciplinato dalla normativa e a fronte di espliciti impegni formativi; tuttavia solo le Agenzie per il lavoro con il contratto di somministrazione applicano davvero le condizioni ideali, perché, oltre a garantire i livelli minimi, aggiungono tutele e opportunità per la persona quali la formazione e un efficace sistema di welfare interno. Perché allora togliere l’1,4% a Formatemp per destinarlo all’Aspi? Perché ridurre la possibilità di collaborare attivamente allo sviluppo professionale delle persone, destinando ancora una volta risorse a politiche passive?

Dobbiamo avere il coraggio di tenere diritta la barra del timone - senza ricadere nell’utilizzo di forme contrattuali spurie o cedere alle logiche tipiche delle forme di assistenzialismo - e puntare invece all’utilizzo del lavoro flexsicuro e in grado di far acquisire ulteriore employability, come quello che le Apl possono garantire a persone e imprese. Questo accade con estrema evidenza quando le Agenzie somministrano lavoro attraverso persone assunte a tempo indeterminato, coniugando così il massimo livello di sicurezza per i lavoratori con la massima flessibilità per le aziende. Perché allora non escludere dai 36 mesi la somministrazione di lavoratori assunti a tempo indeterminato? Perché non provvedere all’eliminazione delle fastidiose e inutili causali quando il lavoratore si trova in condizioni di massima tutela?

Altro tema è quello dell’apprendistato in somministrazione: l’apprendistato viene infatti unanimemente considerato il contratto principale di inserimento lavorativo dei giovani. Se così è, occorre sciogliere definitivamente il nodo della reale accessibilità da parte delle aziende a questo istituto che, con il supporto delle Agenzie per il lavoro, potrebbe trovare una diffusa applicazione. A questo proposito Assolavoro ha recentemente presentato un emendamento, finalizzato a consentire l’assunzione in apprendistato senza limiti di contenuto professionale, nell’ambito di un contratto commerciale di somministrazione a tempo indeterminato. Sarebbe assolutamente auspicabile che tale emendamento, ormai condiviso da tutti, venisse recepito nel decreto sviluppo.

Restano poi due grandi temi che il prossimo futuro ci condurrà inesorabilmente ad affrontare: quello del pubblico impiego e quello dei servizi al lavoro, entrambi essenziali per far riacquisire produttività ed equilibrio al nostro Paese. Se infatti vogliamo tornare a essere competitivi è assolutamente necessario che la capacità di generare valore utile per tutti da parte dei lavoratori pubblici sia incrementata e che i costi siano sempre più proporzionati al contributo effettivo; così come è decisivo che i servizi al lavoro diventino reale fattore di sviluppo del nostro sistema, anche attraverso una forte integrazione tra pubblico e privato.

Va poi detto che la Riforma stessa prevede che possano essere attivati tavoli delegati a sviluppare quanto non è sinora stato possibile affrontare: il ddl precisa che il sistema di monitoraggio, istituito in modo permanente presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dovrà verificare lo stato di attuazione degli interventi e delle misure previsti dalla legge, valutandone gli effetti sull’efficienza del mercato del lavoro, sull’occupabilità dei cittadini e sulle modalità di entrata e di uscita nell’impiego. Dagli esiti del monitoraggio e della valutazione saranno desunti elementi per l’implementazione, ovvero per eventuali correzioni delle misure, dando così spazio a ulteriori proposte, derivanti - come dichiarato dal ministro Fornero - dall’osservazione della realtà.