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Lavoro

RIFORMA LAVORO/ Partite Iva e Aspi. Bobba (Pd): ecco cosa cambia dopo l’accordo col governo

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La seconda importante misura riguarda le partite Iva: «L’aumento al 28% dell’aliquota contributiva viene rinviato al 2014; il requisito relativo al reddito necessario per stabilire se una partita Iva sia reale o non celi un rapporto di subordinazione (18mila euro annui) viene calcolato su due anni e non più uno soltanto». Due misure funzionali ai giovani e allo sviluppo: «I giovani che iniziano un’attività autonoma nei primi tempi guadagnano poco; non sarebbe stato giusto penalizzarli con un regime contributivo eccessivo, specie a fronte della’assenza di ammortizzatori sociali in grado di garantirli in futuro. Infine, abbiamo ritenuto di non danneggiare quel tessuto imprenditoriale costituito da partite iva vere in grado di rappresentare un valore aggiunto per il Paese».

 

(Paolo Nessi)

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