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Lavoro

RIFORMA LAVORO/ Licenziamenti, partite Iva, Aspi: ecco cosa cambia da oggi

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Contratto di inserimento. Addio al contratto di inserimento. Abrogati gli articoli 54-59 del dlgs n. 276/2003 che lo disciplinano.

Lavoro a chiamata. Abbassato il limite minimo di età entro cui il lavoro può essere sottoscritto a 24 anni (a condizione che le prestazioni vengano svolte entro il 25° anno di età) e innalzato quello massimo a 55 anni. Obbligo per il datore di comunicare alla direzione territoriale del lavoro le prestazioni di durata superiore a 30 giorni. Indennità di disponibilità per i periodi di vacanza corrisposta anche in assenza di chiamata.

Part time. Prevista la possibilità per i lavoratori di recedere dalle clausole elastiche e flessibili. Diritto per il lavoratore di revocare il consenso già manifestato a una clausola elastica. Saranno i contratti collettivi a individuare condizioni e modalità con cui il lavoratore potrà richiedere l’eliminazione delle clausole elastiche (che oggi consentono al datore di aumentare le ore di lavoro) o per modificare quelle flessibili (che consentono di modificare la distribuzione dell’orario lavorativo).

Associazione in partecipazione. Fissazione nuovi limiti al numero di associati, con soglia massima possibile di 3 per attività (esclusi gli associati legati all’associazione da rapporto di parentela entro il 3° grado o di affinità entro il 2°). I rapporti di associazione con apporto di lavoro instaurati senza un’effettiva partecipazione dell’associato agli utili dell’impresa o dell’affare, o quando non vi è rendiconto, si presumono (salvo prova contraria) rapporti di lavoro subordinati a tempo indeterminato.

Lavoro accessorio (voucher). Limite annuale sui compensi di 5mila euro nei confronti di tutti i committenti e di 2mila euro nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti. Aliquota contributiva del voucher al 13%. Destinatari: tutti i lavoratori con riferimento alla generalità dei settori eccetto quello agricolo; giovani con meno di 25 anni di età iscritti a un corso di studi di qualsiasi ordine e grado; pensionati fatta eccezione per le attività agricole stagionali. I compensi rilevano ai fini del reddito necessario al rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. L’importo è orario e i buoni devono essere numerati e datati.

Somministrazione. Possibilità di non indicare la causale nel primo contratto di lavoro a termine anche alle immissioni di lavoro svolte con un contratto di somministrazione a termine, purché non superi i 12 mesi di durata. Cancellata la possibilità per le agenzie di lavoro di somministrare lavoratori svantaggiati a condizione retributive inferiori delle ordinarie, in cambio di servizi formativi o di inserimento. L’apprendistato può essere usato nella somministrazione a tempo indeterminato nei settori previsti dalla legge. Aliquota contributiva dell’1,4% a carico delle agenzie per chi assume con contratto a termine.

Dubbi applicativi sulla causale: non si capisce se la possibilità di non indicare la causale si applica al contratto di lavoro (quello stipulato tra agenzia e lavoratore) o a quello commerciale (quello stipulato tra l’agenzia e l’impresa). Un chiarimento potrebbe arrivare con il decreto sviluppo

Stretta sulle Partite Iva. Le prestazioni rese da titolari di partite Iva sono considerate co.co.co (collaborazioni coordinate e continuative) nel caso in cui sussistano almeno 2 presupposti su 3 tra: collaborazione con durata complessiva superiore a 8 mesi in un anno solare; il corrispettivo pattuito rappresenti più dell’80% di quello percepito nell’intero anno solare; la persona disponga di una postazione fissa nella sede di lavoro. In presenza di un progetto dunque la partita Iva deve essere trasformata in collaborazione a progetto con partita Iva (co.co.pro con partita Iva). In assenza è considerata rapporto dipendente a tempo indeterminato. Fermo restando che, a prescindere dalla presenza o meno di un progetto, la collaborazione è considerata rapporto dipendente a tempo indeterminato se l’attività è svolta in maniera analoga a quella dei dipendenti.

Nota: le disposizioni sulla “presunzione di collaborazione” potrebbero essere “ammorbidite” con il decreto sviluppo.