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Lavoro

RIFORMA LAVORO/ Licenziamenti, partite Iva, Aspi: ecco cosa cambia da oggi

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Licenziamenti. Intimazione del licenziamento entro 15 giorni dalla sua comunicazione. Obbligo per il datore di comunicare subito i motivi del licenziamento e inefficacia in assenza di comunicazione per iscritto. Tentativo di conciliazione (solo per le grandi aziende). Riduzione dei termini per l’impugnazione giudiziale del licenziamento (180 giorni).

Il licenziamento individuale è lecito in presenza di giusta causa, giustificato motivo soggettivo o oggettivo (c.d licenziamento economico); illecito per ragioni discriminatorie, in concomitanza di matrimonio o maternità o per altro motivo illecito. Nei casi di grave illegittimità commessa dal datore è previsto il reintegro in servizio e il risarcimento del danno parametrato alle retribuzioni reali fino a un massimo di 12 mensilità. Nei casi di minore gravità previsto il solo pagamento di un'indennità compresa tra le 12 e le 24 mensilità.

Novità in materia di licenziamenti disciplinari: reintegro in servizio e risarcimento del danno parametrato alle retribuzioni globali (fino a un massimo di 12 mensilità) se il fatto contestato non sussiste o non è stato commesso o in caso delle violazioni delle tipizzazioni fatto/sanzione operate dalla contrattazione collettiva che, per determinati accadimenti, prevedono la possibilità di irrogare sanzioni conservative e non interruttive. Nelle ipotesi residuali, invece, previa risoluzione giudiziale del rapporto di lavoro, è previsto il pagamento in favore del lavoratore di una indennità onnicomprensiva compresa tra 12 e 14 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, esente da contribuzione.

Nel caso invece di licenziamento per motivi economici (c.d. giustificato motivo oggettivo) i principali cambiamenti principali sono: a) in caso di licenziamento non giustificato: indennità risarcitoria, esente da contribuzione, previdenziale compresa fra le 12 e le 14 mensilità dell'ultima retribuzione globale; b) in caso di: manifesta infondatezza del motivo economico addotto; licenziamento comminato in relazione allo stato di inidoneità psichica o fisica all'espletamento delle mansioni; licenziamento intimato prima della scadenza del periodo di comporto in caso di infortunio, malattia o gravidanza: reintegro in servizio (o indennità sostitutiva solo se scelta dal dal lavoratore) e risarcimento del danno parametrato alle retribuzioni globali di fatto dal giorno del licenziamento all'effettiva reintegrazione in servizio, dedotto automaticamente l'aliunde perceptum e l'aliunde percipiendum, fino a un massimo di 12 mensilità; c) motivo disciplinare o discriminatorio (vale anche per le piccole aziende): reintegro in servizio con risarcimento del danno parametrato alla retribuzione globale dal giorno del licenziamento e fino al reinserimento (minimo 5 mensilità)

Le disposizioni sui licenziamenti economici e disciplinari si applicano ai soli datori con più di 15 lavoratori.

Ammortizzatori sociali: arriva l’Aspi. Il nuovo sistema di welfare poggerà su due gambe: le tutele per i lavoratori fuori dal rapporto di lavoro (l’Aspi e la mini-Aspi) e la tutela in costanza di rapporto di lavoro. L’Aspi, Assicurazione sociale per l’impiego sarà al via dal 1° gennaio 2013, ma a regime dal 2016. Per l’Aspi sono richiesti almeno due anni di anzianità assicurativa, 52 settimane di contribuzione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione. Per la mini-Aspi almeno 13 settimane di contribuzione begli ultimi 12 mesi. Sul fronte tutela in costanza di lavoro confermata la cassa integrazione ordinaria (anche in deroga). Gli altri ammortizzatori in costanza di rapporto sono: l’indennità di mancato avviamento al lavoro (settore portuale), i fondi di solidarietà bilaterali alternativi e quelli bilaterali residui.