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FIAT/ Trapani (Fim-Cisl): Pomigliano in Cassa integrazione, ma il Governo è "latitante"

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Non solo, «è necessario creare le condizioni perché gli investitori abbiano l’interesse a mettere le proprie risorse nel tessuto produttivo italiano». Nel caso di Fiat, questa logica assume una valenza del tutto singolare: «Noi, l’investitore, ce l’abbiamo. Ovviamente, è Fiat stessa. Sarebbe sufficiente, quindi, evitare di creare i presupposti che legittimino Marchionne nell’eventuale scelta di abbandonare alcuni stabilimenti italiani». Quindi? «I sindacati dovrebbe tornare a fare i sindacati. Quelli, in particolare, che nei confronti di Fiat hanno spesso assunto atteggiamenti schizofrenici. Quelli che, cioè, da un lato firmano accordi, dall’altro si rivolgono alle aule di tribunali. Questo comportamento non contribuirà di certo a riportare il lavoro al centro del dibattito».

 

(Paolo Nessi)

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