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Lavoro

TAGLIO FESTIVITA’/ Meno feste=più Pil, a spiegare l’idea dei Prof. ci pensa il "clup"

Il progetto del Governo di accorpare alcune festività in modo da aumentare i giorni lavorativi degli italiani non sembra raccogliere molti consensi. Il commento di SERGIO LUCIANO

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Ancora non è deciso, è già sta isolando il governo: il progetto di accorpare alcune festività in modo da far scaturire dal calendario italiano sei o sette giorni lavorativi in più, che da soli potrebbero equivalere a un aumento di un punto del Pil, non piace a nessuno. Il primo a formulare questa proposta, che il governo ha fatto propria e messo all’ordine del giorno di una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri (forse già domani), era stato il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, che martedì ha ribadito le ragioni della sua proposta: “Lavorare nove mesi all’anno a un Paese come il nostro non basta più. La concorrenza internazionale ci sottopone a uno stress che va fronteggiato diversamente: anch’io avrei preferito che si potesse continuare come prima, ma non si può”. Dunque, avanti con l’accorpamento delle ferie e dei ponti per far ripartire il Paese.

Ma il coro di no è stato assordante, anche da provenienze molto diverse. Il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, ad esempio, ha sostenuto che basterebbe, piuttosto, “spazzar via tutte quelle secolari anomalie festaiole fondate sui sentimenti religiosi e popolari della nostra gente, su radicate o più recenti tradizioni civiche o su avvenimenti legati alle vicende storiche e sociali di quest’Italia che ha appena compiuto 151 anni di unità politica e 64 di sana e robusta (nonostante i tempi grami) Costituzione repubblicana”. Il ministro Andrea Riccardi è preoccupato che si tocchino “date simboliche come il 25 aprile, mi sembra stridente e lesivo dell’identità che si voleva preservare. Per non parlare del primo maggio, la cui abolizione (o accorpamento che sia), avrebbe in questa congiuntura anche una valenza depressiva”.

E i sindacati? Non ne parliamo: per la Cgil, l’idea “si muove nella direzione opposta rispetto a quanto sarebbe necessario che il Governo facesse, se la proposta diventasse legge saremmo di fronte a un modello autoritario e imposto alle parti, che segnerebbe un’ulteriore regressione democratica”.

In realtà, le cose non stanno in termini così drastici. Sia perché il governo è ben consapevole di dover negoziare e di non poter imporre una novità così significativa per le abitudini dei cittadini. E poi perché un’utilità la norma oggettivamente l’avrebbe. Sul tavolo, c’è un massimo di 12 giorni di festività che potrebbero essere ridotti o tagliati, alcune aziende come recentemente l’Alenia si sono portate avanti con accordi molto innovativi che permettono il pieno utilizzo degli impianti, sette giorni su sette. È chiaro, infatti, che ogni nuovo accordo dovrà essere recepito dalle categorie che nei loro contratti specifici hanno magari anche recentemente normato in modo diverso la materia.


COMMENTI
19/07/2012 - NO AI TAGLI FESTIVITA' (CRISTINA BACCO)

Buongiorno Roma,per cortesia cercate di provare ad andare a lavorare in fabbrica, alzare con le Vostre braccia per 268 volte per altre 4 volte pezzi che pesano 25 KG,poi mi dite se non Vi piacerebbe avere un giorno di festa in più per stare con la famiglia,per far rialzare l'economia turistica.Per cortesia un consiglio:per un intero mese tutti i POLITICI non prendano lo stipendio e lo DONINO alle casse dello STATO.la domanda sorge spontanea:di quanto si abbasserebbe il debito PUBBLICO.Per cortesia ascoltate la voce del cittadino cercate di non far diventare l'Italia un paese DITTATORIALE a livello di tasse,anche se già lo è!ai giovani state togliendo lo speranza.Non è vero che non vogliono fare i manovali e che non va di farlo per essere pagati € 2,5 all'ora netti quando a Roma non oso neanche fare il calcolo di quanto si prende all'ora....eh sì sì...L'AVIDITA'!!!!

 
19/07/2012 - Turismo (Alberto Consorteria)

Siamo un Paese di turismo mordi e fuggi, col mare dappertutto. Togliere festività toglierà PIL, non lo darà. Già adesso metà dei lavoratori italiani gira i pollici dietro a un tavolo da burocrate, almeno mandiamolo in giro durante i ponti a ridare alla gente che lavora veramente nel turismo i soldi che si è preso girando i pollici. PS Negli USA le feste federali comandate sono 8, solitamente il lunedì per fare il ponte; a Thanksgiving si annette il vicino venerdì per fare il ponte, e il mercoledì precedente si lavora mezza giornata. Quindi diciamo 9 e mezzo. A queste si devono aggiungere feste locali. Se la festa cade di domenica la si recupera il lunedì, come quest'anno in un paio di occasioni: January 2, 2012, New Year's Day observed, January 16, 2012, Martin Luther King Day February 20, 2012, Presidents Day May 28, 2012, Memorial Day July 4, 2012, Independence Day September 3, 2012, Labor Day October 8, 2012, Columbus Day November 12, 2012 (monday) Veterans' Day November 22, 2012 Thanksgiving Day December 25, 2012 Christmas Day E in Italia? Capodanno Lunedi' dell'Angelo La Liberazione Festa dei Lavoratori Festa della Repubblica Ferragosto Ognissanti Immacolata concezione Natale Santo Stefano Totale, 10. Ma che tagliamo a fare? Nel civilissimo medioevo erano molte di più le feste, si lavorava molto meno, ma tiravano su le cattedrali. Noi lavoriam come matti per edificare in onore del PIL edifici seriali che rimarranno vuoti. Megli qualche ponte in più piuttosto...