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Ora saranno decisive le agenzie private per superare la precarietà

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Se vogliamo che il nostro Paese torni a crescere e ad essere competitivo in termini di produttività, è assolutamente necessario favorire la realizzazione di un mercato del lavoro capace di coniugare maggiore sicurezza e continuità per le persone, con maggiore flessibilità, certezza e trasparenza per le imprese. Per centrare questo obiettivo, l’ipotesi presentata come “strada maestra” della Riforma era quella di eliminare l’inamovibilità del rapporto di lavoro dal contratto a tempo indeterminato – proprio per potergli restituire il ruolo centrale che gli compete – e contemporaneamente mettere ordine nella selva di contratti “in entrata”, spesso utilizzati come antidoti all’eccessiva rigidità del contratto a tempo indeterminato.

Sotto questo aspetto, anche se non compiutamente, qualcosa è stato fatto, soprattutto per limitare abusi nell’utilizzo di Partite Iva, lavoro a progetto e associazioni in partecipazione. Il tentativo è quello di evitare che consistenti quantità di lavoratori, di fatto dipendenti delle aziende in cui operano, vengano gestiti, più che in modo flessibile, da autentici “precari”, offrendo alle imprese facili soluzioni nell’immediato che tendono però ad ostacolare reali percorsi di miglioramento qualitativo e competitivo.

D’altra parte è sempre più evidente il ruolo che le Agenzie per il lavoro rivestono nell’offrire stabilità, sviluppo e tutele ai loro lavoratori, permettendo nel contempo alle aziende utilizzatrici di avvalersi di risorse competenti e flessibili. E aggiungendo, di fatto, valore in termini di servizi per le imprese e di supporti al lavoratore, rispetto a quanto avviene con il contratto a termine che tende a lasciare la persona isolata e alla lunga “precarizzata”, quindi ultimamente non tutelata.

Purtroppo la Riforma non ha avuto il coraggio di favorire risolutivamente l’utilizzo del contratto di somministrazione. Ne ha comunque ampliato la vantaggiosità a livello normativo nei confronti del contratto a tempo determinato tradizionalmente inteso. Come? Quali sono i vantaggi che le aziende possono ottenere attraverso la somministrazione? I principali vantaggi aggiuntivi che la Riforma ha posto in essere, riscontrabili nell’utilizzo della somministrazione rispetto al contratto a termine “tradizionale”, sono:

Aspi: viene definito un contributo aggiuntivo, che graverà sui contratti a termine diretti e non sulla somministrazione, perché compensati da Formatemp.



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