BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

RIFORMA LAVORO/ Colli-Lanzi (Gi Group): c’è un aiuto "nascosto" per imprese e lavoratori

InfophotoInfophoto

Soprattutto per le piccole e medie imprese che sono più forti nella gestione dei loro prodotti, dei loro mercati. In una logica di outsourcing delle attività di gestione delle HR, l’Agenzia può svolgere anche un ruolo di educazione, di contributo all’educazione della crescita culturale delle nostre aziende che essendo piccole e non essendo esperte di queste materie faticano a crescere.

 

Il sistema delle Agenzie per il lavoro è pronto per questo nuovo corso sociale?

 

Le Agenzie stanno maturando una vision e una coscienza nuova. Tre anni fa, per esempio, pochissime erano sensibili al tema delle politiche attive. La stessa crisi ha obbligato il sistema a cercare degli sbocchi nuovi, e questi sono stati la stabilizzazione, l’apprendistato, le politiche attive… Secondo me, il sistema è giovane, ma c’è un’evoluzione positiva. Fino a oggi l’esperienza delle Agenzie è stata molto confinata all’esperienza marginale della flessibilità, ora saranno più attive sulla crescita e sulla continuità del lavoratore.

 

Possiamo dire che si tratta quindi di una flessibilità migliore?

 

È cambiato in meglio qualche aspetto fondamentale, che migliora le condizioni di flessibilità e porta la flessibilità verso la flexicurity. La flessibilità deve essere un fenomeno che agevola le imprese, ma allo stesso tempo non deve finire per pesare in termini di precarizzazione sul lavoro delle persone. Questo, lo dice anche il Papa, determina una difficoltà da parte della persona a concepirsi in una logica di continuità, di medio-lungo termine sia per quanto riguarda il lavoro, sia per quanto riguarda la sua crescita e la costituzione di una famiglia.

 

All’interno del carcere di Como, una vostra cooperativa forma le persone e le avvia al lavoro.

 

Anche il carcere è pensato come luogo educativo. Da questo punto di vista, l’esperienza che noi facciamo all’interno di un carcere ci dà la misura di quanto sia opportuno lavorare affinché questo succeda sempre di più, per l’efficacia educativa… Detto questo, la cosa che ci colpisce è vedere come chi è in questa condizione estrema, spesso coglie il senso del lavoro in un modo così profondo che questa profondità ci rende evidente che il lavoro è un bisogno originario prima che un diritto, un bisogno di potersi esprimere e di sviluppare le proprie potenzialità in una logica di bene, di costruttività. Inoltre, ci chiarisce anche il senso del lavoro che facciamo tutti i giorni: trovo sempre più fuorviante avere la logica economica, del profitto, come esclusiva… è fondamentale in termini di vincolo alla sostenibilità delle situazioni, ma non può diventare esclusiva. Questo fa perdere di vista il senso di quello che si fa, e se si perde di vista il senso di quello che si fa sono seri problemi. Questo è il vero significato che per me ha la responsabilità sociale d’impresa, nel senso che se un’impresa non è così responsabile non è un’impresa, non è nulla...

 

(Giuseppe Sabella)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
26/07/2012 - ma costa di più o di meno alle imprese? (Emilio Colombo)

questo è il punto secondo la mia esperienza. "o indeterminati o somministrati", questo è il trend, ma se costa di più comunque (perchè anche le agenzie devono ricaricare, o sbaglio?) dov'è la convenienza per l'impresa, per favorire le assunzioni (IN ENTRATA)? spero mi venga spiegato da qualcuno, per favore