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Lavoro

NESTLE’-PERUGINA/ Uno scambio genitori-figli che "licenzia" il merito

Una storica pubblicità dei Baci Perugina, oggi proprietà della NestlèUna storica pubblicità dei Baci Perugina, oggi proprietà della Nestlè

Alla seconda domanda si risponde considerando quanti danni sta facendo al Paese questa logica assistenzialista del posto sicuro a tutti i costi. Mi chiedo come persone che occupano lavori non necessari e che utilizzano competenze non più attuali pensino di arrivare alla pensione e di vivere una vita soddisfacente e utile agli altri.

Il paradosso di avere un diritto al lavoro scollegato da un diritto al reddito sta provocando inoltre un sempre maggiore impoverimento collettivo. La decisione delle rappresentanze sindacali di rifiutare l’accordo mi sembra quindi giusta, ma con motivazioni radicalmente sbagliate. Mi chiedo quanto tempo impiegheranno i sindacati a capire che il bersaglio delle loro critiche e dei loro suggerimenti dovrebbero essere le strategie di marketing e di scelta dei dirigenti dell’azienda e non queste pretese assistenzialistiche. Se un’azienda non vende, non assume e non paga gli stipendi. A nessuno piace licenziare e l’accordo proposto da Nestlè né è la dimostrazione. Fine del discorso.

Per la meritocrazia, investimenti di nuove aziende e  giustizia nel Paese, date le idee di questi manager e sindacalisti, dobbiamo ancora aspettare.

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