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Lavoro

RIFORMA LAVORO/ Il commercialista: partite Iva e contratti, quanti errori

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Insomma, queste forme di “impiego surrogato” non erano il massimo, ma almeno davano la possibilità ai giovani di aprire qualche porta al mondo del lavoro, sperando poi nel futuro in una stabilità occupazionale, e agli altri (quelli che non possono avere un lavoro dipendente) di potersi arrabattare per portare a casa la cosiddetta “pagnotta”. Non mi sembra che gli sforzi del governo Monti, inerenti al reperire nuovi posti di lavoro, possano trovare successo sia nel momento attuale che per il futuro con queste leggi, e l’annientare totalmente quello che si era fatto in passato, senza proporre nuove soluzioni veramente adeguate, non fa che peggiorare ulteriormente la disastrosa situazione economico-strutturale del nostro Paese: è vero i tempi sono cambiati dalla riforma Biagi, ma almeno in essa c’era un seppur minimo tentativo di porre la persona, il lavoratore al centro della questione lavoro; adesso si pensa solo ad assolutizzare i problemi e a non dare alternative concrete ed efficienti al disastrato tessuto sociale italiano.

In conclusione ormai sembra vigere fra i nostri governanti uno slogan pubblicitario di alcuni anni fa: “O così... o Pomì”.

 

(Andrea Lagravinese, Commercialista)

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COMMENTI
28/07/2012 - dalla parte di chi lavora... (Marco Claudio Di Buono)

Prendo spunto dal suo articolo per chiedere: a parte le critiche, peraltro anche giuste perchè la nuova riforma del lavoro non credo aiuterà ad assumere, quali potrebbero essere le norme che invece favorirebbero il lavoro per i giovani? Quando furono introdotte le norme della legge Biagi si diceva che la flessibilità avrebbe aiutato i giovani ad entrare nel mondo del lavoro: invece hanno creato precari cronici e i datori di lavoro hanno utilizzato le forme contrattuali atipiche per mascherare lavoratori dipendenti di fatto. Lei non sarà d'accordo perchè facendo il commercialista difende i datori di lavoro e non chi lavora, ma avendo lavorato in alcune aziende la prima preoccupazione dei titolari era come pagare meno contributi, come sfruttare gli operai magari anche imbrogliandoli (l'ho visto fare), come cercare di aggirare le leggi ed evitare di pagare le tasse. Forse non tutti gli imprenditori sono così, ma da quello che sento in giro...