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Riforma Fornero: qualche luce, ma troppe ombre

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Per meglio comprenderne la portata possiamo innanzitutto suddividere in tre punti gli intenti principali delle proposte giunte in esame.

Apprendistato in somministrazione: su forte richiesta datoriale e delle Agenzie per il Lavoro è stata prevista la possibilità di assumere apprendisti in somministrazione a tempo indeterminato, eliminando le preesistenti limitazioni.

Allentamento e posticipo della stretta sui contratti a termine e degli altri strumenti di flessibilità in entrata: vengono ad esempio ritardati gli incrementi contributivi per il lavoro a progetto, diluito il calcolo del minimo retributivo per le Partite Iva e ridotti i termini per gli intervalli fra contratti a termine per le attività di tipo stagionale. Si affida, inoltre, l’intera disciplina degli intervalli alla regolazione della contrattazione collettiva di ogni livello.

Maggior progressività nell’introduzione del nuovo sistema di ammortizzatori: sono infatti riconosciuti anche per il 2014 i medesimi periodi di copertura dell’indennità di mobilità vigenti nel 2013 per le imprese del Mezzogiorno. Si tratta di uno slittamento dei termini per l’entrata in vigore dell’Aspi solo per quanto concerne la mobilità nelle aree svantaggiate.

Da un certo punto di vista questi emendamenti - e in particolare quello inerente l’apprendistato in somministrazione - correggono propiziamente precedenti disattenzioni. La Riforma si era proposta, infatti, di imprimere una forte spinta all’utilizzo dell’apprendistato, ma lo aveva tecnicamente imbrigliato: questo emendamento, invece, ne sancirebbe finalmente la piena possibilità di utilizzo e diffusione. D’altro canto, se esaminiamo gli effetti sulla direzione scelta dalla Riforma, possiamo dire che siamo in presenza di qualche segnale negativo, che fa retrocedere dalla via intrapresa. Tornare a rendere più praticabili le proroghe sui contratti a termine, calcolare il minimo retributivo delle Partite Iva su due anni invece che su uno, dilazionare gli incrementi contributivi dei lavori a progetto, non conduce ad un cambiamento - nella sostanza - della direzione della Riforma, ma contribuisce ad attutirne l’impatto positivo, senza peraltro creare benefici alternativi di medio-lungo termine.