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Lavoro

Riforma Fornero: qualche luce, ma troppe ombre

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Certo, riuscire ad individuare soluzioni non conflittuali ha la sua indubbia utilità, specie in frangenti quali quelli che stiamo attraversando. Resta però una grave perplessità: disponendo di un disegno forte, occorrerebbe il coraggio di sostenerlo interamente e di non cedere alla tentazione di indebolirne l’intima coerenza ed efficacia nel vano tentativo di dare un “contentino” ad ognuno. Nel caso del provvedimento sviluppato sulle pensioni, il ministro Fornero e il Governo avevano al contrario dimostrato - su temi se possibile ancor più sensibili e delicati - un livello di leadership ben più marcato. Un‘ultima perplessità, poi, riguarda il fatto che, in questo caso, la titubanza nella leadership ha finito per restare vittima dei particolarismi delle Parti Sociali, tanto che, ad un certo punto, si è avvertita la necessità di “tirare una riga”, in modo puramente lineare, per evitare di essere travolti dalle pressioni divergenti.

Ciò ha portato a stabilire un limite numerico agli emendamenti - ponendo maggior attenzione alla quantità che all’importanza degli stessi, secondo una logica meramente ripartitoria - e ha condotto così all’impossibilità di porre mano ad alcune correzioni tecniche che sarebbero risultate importantissime per rendere il Testo della Riforma più organico ed adeguato alle sfide che ci attendono. Da questo punto di vista non resta che augurarsi che, andando oltre gli isterismi della battaglia politica, si possano finalmente trovare gli spazi per quelle rifiniture che appaiono così evidentemente utili al Sistema e a tutti i soggetti coinvolti.

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