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Lavoro

Formazione e servizi: il modello Milano è quello da seguire

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Tutti principi, questi - visti in atto nell’esperienza lombarda - di cui fare tesoro, e che potremmo applicare a livello Nazionale per migliorare il nostro mercato del lavoro, introducendo logiche più moderne, innovative ed efficaci. Qualche passo ulteriore - avvertito come necessario nella stessa esperienza lombarda - potrebbe a nostro avviso condure però a un’ulteriore e importante evoluzione, che coinvolgerebbe auspicabilmente anche il livello nazionale. Riteniamo infatti che, in primo luogo, le linee strategiche inerenti i servizi al lavoro vadano dettate da chi opera su scala nazionale, e che vi sia una forte necessità di determinare adeguate politiche e sistemi di monitoraggio nazionali: perpetrare una situazione in cui Province e Regioni continuino a realizzare politiche di servizi al lavoro senza logiche coerenti tra loro è inefficace e inefficiente. Allo stesso tempo, però, la carenza di contenuti che il Governo ha mostrato di avere sul tema, tanto da demandare ad auspicabili tavoli futuri un lavoro approfondito, dimostra quanto ci sia bisogno di esperienze e tentativi positivi che fungano da riferimenti rispetto alle tradizionali modalità in uso, che si sono rivelate - nel loro approccio statalista e assistenzialista - perlopiù incapaci di fornire risposte adeguate e durature.

Quattro, secondo noi, i punti principali da seguire per un’adeguata evoluzione del mercato del lavoro.

Adottare accordi territoriali per sviluppare la Riforma, così da prestare maggiore attenzione a quelle che sono le reali esigenze di persone e aziende: al cittadino e alle imprese interessa la produzione efficiente di un risultato reale e non se il soggetto erogante è un ente pubblico o privato.

Sistematizzare i servizi al lavoro in modo chiaro e trasparente, ponendo le premesse per un’adeguata prevedibilità e continuità delle azioni, necessarie a chi investe per costruire valide ed efficaci risposte.

Lavorare con coraggio nell’utilizzo dell’apprendistato, favorendo le modalità formative maggiormente legate al mondo del lavoro.

Sviluppare politiche di orientamento che si avvalgano delle stesse logiche di premialità e accreditamento da riservarsi per le politiche del lavoro.

Da questo punto di vista ci auguriamo che la fase che si apre sia in grado, in tempi ragionevoli, di fare tesoro delle migliori esperienze già in atto, spingendosi persino oltre: la Regione Lombardia rappresenta in questo senso un modello assolutamente imprescindibile per un Governo che voglia affrontare e risolvere in modo adeguato il nodo cruciale dei servizi al lavoro nel nostro Paese.

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