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IDEE/ Se basta un "cerchio" a migliorare lavoro ed economia

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Aziende attente arrivano anche a studiare forme di “adattamento temporale del lavoro”, a “rotazioni” nell’organizzazione del lavoro, a “cambi” di lavoro, per esempio con minore carico, e infine anche a corsi su argomenti relativi, ad esempio, al ruolo dei genitori nell’educazione dei figli, alla gestione dei conflitti, del tempo, dello stress, ecc. E anche possibili consulenze, ad esempio sulla crescita professionale, sulla psicologia familiare, su problematiche fiscali o legali collegate alla famiglia.

Sono infatti numerosi i benefici documentati, sia sociali che organizzativi, che le formule family friendly possono apportare all’impresa, ai dipendenti e anche alla società civile, soprattutto considerando che la percezione degli indicatori economici (il Pil solo per citarne uno) non sono di fatto più sufficienti, da soli, a indicare lo stato di benessere e le prestazioni dell’economia di un Paese.

Non a caso, da un decennio e più, fra i vari indici utilizzati per misurare la qualità della vita di una Nazione, un ruolo di rilievo ha assunto il cosiddetto Human Development Index (Hdi), sviluppato nel 1990 da Mahbub ul Haq (un economista pakistano) e poi dal 1993 strutturato così come lo si conosce oggi dalle Nazioni Unite (United nation development programme - http://www.undp.org) che ne fanno un rapporto annuale, il cosiddetto Human development report. L’Hdi (Isu in italiano) è una sintesi di tre indicatori: una vita lunga e sana (misurata in termini di aspettativa di vita); una vita culturalmente ricca (misurata in funzione dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione della popolazione adulte); uno standard di vita dignitoso (misurato in termini di Pil procapite).

Naturalmente il concetto di sviluppo umano e del conseguente benessere economico di un Paese è fortemente influenzato dall’equilibrio di vita che i suoi cittadini riescono a raggiungere. Per questo motivo, l’armonizzazione della vita lavorativa, familiare e personale produce inevitabilmente rilevanti benefici nell’ambiente sociale che li incentiva. Per esempio: 1) più tempo condiviso in famiglia, sia quantitativo che qualitativo; 2) maggior grado globale di soddisfazione; 3) minori occasioni di rotture di matrimoni (separazioni o divorzi); 4) possibile aumento della natalità, non essendo più considerata come un carico insopportabile; 5) minori stress; 6) crescita del ruolo della famiglia nella società; 7) minore distanza generazionale e psicologica tra genitori e figli.