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IDEE/ Se basta un "cerchio" a migliorare lavoro ed economia

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La conciliazione famiglia-lavoro è strettamente legata al concetto di flessibilità il cui termine deriva dal sostantivo flexibilitas e dal verbo latino flectere, ovvero piegare caratterizzando delle cose, che invece è attualmente inteso, nella sua accezione legata al lavoro, come il rendere variabili le caratteristiche del lavoro (luoghi, orari, modi di lavoro). La flessibilità rappresenta, quindi, uno dei principali strumenti a favore della conciliazione famiglia-lavoro, in quanto attività verso la ricerca di formule efficaci per gestire e armonizzare al meglio i tempi di vita e di lavoro.

Agire sulla flessibilità e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro è un tema che per la sua estensione riguarda la società intera: le istituzioni, l’economia, i lavoratori, la famiglia nel contesto delle diverse culture organizzative e modelli antropologici d’impresa. È perciò decisivo comprendere le ragioni fondamentali che stanno definendo e attuando il passaggio dall’economia della società industriale avanzata (detta Knowledge based economy), nella quale la conoscenza innovativa veniva inclusa e quindi nascosta entro lo sviluppo tecnologico basato sull’automazione della produzione, alla cosi detta Knowledge driven economy, la cui dinamicità dipende sostanzialmente dalla diffusione e condivisione delle conoscenze e dalla loro utilizzazione manageriale per lo sviluppo della globalizzazione dei mercati, per mezzo dell’elaborazione cognitiva delle tecnologie di informazione interattiva (internet) organizzata in “intranet” (per il Business to business) ed “extranet” (per il Business to consumer), ove il pensiero flessibile (F. Sansone, Il Pensiero flessibile, Franco Angeli, 2012 II edizione e IV ristampa) gioca un ruolo essenziale per la trasformazione delle informazioni in conoscenza.

Lo sviluppo della conoscenza innovativa e flessibile, parte del capitale umano, diviene così il più elevato valore aggiunto per l’economia di impresa nel contesto della società post- industriale, sia per un migliore e più rapido utilizzo del capitale investito, che in funzione del risparmio di costi delle transazioni in internet che abbattono le spese correlate ai processi di gestione ordini, fatturazioni e transazioni bancarie dei pagamenti a causa delle semplicità e rapidità delle comunicazione on line. Tali soluzioni da qualche anno possono essere facilitate dall’utilizzo delle tecnologie Ict, tipo telelavoro o remote-working, che può assumere varie forme.

In questo contesto non si tratta, pertanto, di proporre solo asili nido o lavoro a part-time, ma ormai le opzioni che permettono di lavorare meglio, senza nulla togliere alla redditività d’impresa, sono sempre di più e implicano fantasia. Ne indichiamo alcune a solo titolo di esempio: orario flessibile, impieghi partecipati, settimana di lavoro compressa, giornata di lavoro ridotta, maggiore elasticità in tutto il settore maternità, cura dei figli piccoli, tempo per curare genitori anziani o figli invalidi. Interessanti anche studi “congiunti” impresa/famiglie su servizi di custodia dei figli o di cura degli anziani.



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