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IDEE/ Se basta un "cerchio" a migliorare lavoro ed economia

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Il processo di miglioramento della qualità di vita con effetti positivi sia sul versante che della produttività che del capitale sociale, è pertanto relativo al passaggio da un ciclo vizioso che tende ad aumentare i conflitti dal lavoro verso la famiglia e per una serie di motivi successivamente dalla famiglia verso il lavoro, riducendo anche la produttività, a un ciclo virtuoso che arricchisca le relazioni dal lavoro verso la famiglia e viceversa, rilanciando la motivazione e le capacità di mettere in gioco le migliori competenze disponibili e rafforzando il supporto sociale in famiglia e l’autostima complessiva.

Tale processo può essere perseguito agendo sull’implemento della flessibilità intesa come asset comportamentale e cognitivo, attraverso un appropriato assetto formativo, adeguato al superamento del management skill shortage (scarsità di capacità di competenze manageriali in tema di pensiero flessibile), istituendo Circoli di flessibilità “Flexible thinking lab” e superando la scarsità di competenze manageriali in termini di “Pensiero flessibile”.

Per l’impresa si tratta pertanto di creare una nuova mentalità per sviluppare più attenzione alla dimensione soggettiva del lavoro, cercando di cogliere le esigenze mutevoli delle famiglie, nel contesto di un modello antropologico d’impresa basato sulla centralità della persona, per lo sviluppo innovativo nel mercato globale in un’economia amica della persona.

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