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IL CASO/ Quei contratti che fanno più "ricchi" i lavoratori

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Il secondo è l’effettiva creazione di un clima negoziale responsabile. È chiaro che quando l’impresa fattura e spartisce utili, pochi sono gli ostacoli perché si concordino soluzioni migliorative per i dipendenti. Ma quando gli affari vanno male? Quanto concordato in periodo di “piena” può diventare peso insostenibile in stagione di “secca”. Se la contrattazione di secondo livello continua a essere considerata solo acquisitiva e mai peggiorativa (nell’ottica di preservare il livello occupazione, chiaramente, non per incentivare opportunismi datoriali), allora ben poca strada faranno questi esperimenti di welfare aziendale. Al massimo diventeranno elargizioni liberali individualmente decise dall’imprenditore, senza mai strutturarsi in un dialogo sindacale che porterebbe vantaggi a entrambi i contraenti. Ma il paternalismo è altra cosa rispetto al welfare aziendale.

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