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Lavoro

IDEE/ Le “istruzioni” per cercare lavoro oggi

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A) L’impiegato comunale che si lamenta per il troppo lavoro. Provate a offrirvi di aiutarlo a ridurre la pila di pratiche che giacciono sulla sua scrivania. Poichè il suo potere deriva dalla possibilità di mettere una pratica che sta al fondo sopra la pila, il suo potere è tanto più elevato quanto più alta è la montagna di documenti che sovrasta la sua scrivania. Piuttosto che farsi aiutare vi taglierebbe a fettine.

B) Il primario che, lavorando anche in una clinica privata, vi visita in ospedale. Dopo la visita vi dice quello che si dovrebbe fare e quello che si può fare in ospedale. Quando voi, cogliendo il divario tra esigenze e possibilità, provate a dirgli: “Professore, non si potrebbe …” e lui allarga le braccia con un gesto di sconforto per poi aggiungere: “Certo, se venisse in clinica …” non potete non nutrire almeno qualche dubbio sul reale interesse che ha quel primario nel buon funzionamento dell’ospedale.

C) Vi sono innumerevoli persone che, per non fare bene e fino in fondo quello che potrebbero, vi inondano di obiezioni e di lamentele sul fatto che va tutto male, che mancano i mezzi, che il Governo fa schifo… e così il bidello non pulisce le aule scolastiche, il vigile non prova a regolare il traffico, l’insegnate non si aggiorna e non prepara le lezioni.

D) I viziati. Pensate ai figli di papà, alle persone abituate a vivere a spese degli altri, senza mai impegnarsi a fondo con l’esistenza.

 

Conclusione. Fino a che l’altro è un nemico da cui difendersi la disoccupazione sarà molto elevata. Se l’altro diventa una risorsa di cui fidarsi le prospettive di lavoro si moltiplicano e la disoccupazione può essere drasticamente ridotta. La disoccupazione ancor prima che in leggi o in fattori economici risiede nel cuore dell’uomo, nella sua incapacità di accogliere il bene e partecipare all’edificazione del bene di tutti. Andando alla radice e agendo su questi fattori sarebbe possibile trovare lavoro per tutti quelli animati da buona volontà. Per questo c’è bisogno di educatori che sappiano aiutare gli uomini a giudicare e a trarre le conseguenze dei loro giudizi.

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