BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

BANCHE/ Ventimila posti a rischio, quasi tremila sportelli potrebbero chiudere

Quasi ventimila dipendenti delle principali banche italiane potrebbero perdere il psoto di lavoro nei prossimi mesi, con la chiusura di quasi tremila sportelli

Foto InfophotoFoto Infophoto

Adesso tocca anche alle banche. Per chi le ha sempre accusate di essere tra i maggiori responsabili della crisi che attraversa tutta Europa, forse ci sarà il tempo di porsi domande. Domande preoccupate se le pongono sicuramente i dipendenti di istituti come Mps, Ubi, Bpm, Banca Intesa e Unicredit. Cosa succede? Secondo il segretario generale della Fabi, Sileoni, questo autunno almeno ventimila persone potrebbero essere lasciate a casa. Si prevedono infatti circa 19mila esuberi con la chiusura di 2720 sportelli entro il 2015. Per adesso, si comincia con incontri tra sindacati e Montepaschi, poi toccherà a Bpm e Ubi e quindi a settembre toccherà a Unicredit e Banca Intensa. Si cerca di trovare una intesa su un quadro che si annuncia preoccupante. Ovviamente, in tutto questo scenario, già si annunciano scioperi a catena, scioperi che peraltro erano già cominciati a luglio. Il settore bancario in Italia conta ben 330mila lavoratori, anche se negli ultimi dieci anni ne sono stati lasciati a casa 35mila per mezzo di prepensionamenti volontari e incentivati. Ma c'è un altro problema: gli esuberi già previsti tramite prepensionamenti (Intesa da sola ne aveva già preparati ben 4500) risultano bloccati per via della riforma pensionistica del ministro Fornero. E' intervenuto il segretario della Fisac-Cgil dicendo che da alcuni mesi era stato firmato il nuovo contratto collettivo: adesso questo contratto va rispettato, dice. Inoltre i sindacati chiedono che venga reso pubblico il decreto attuativo sugli ammortizzatori sociali nel settore del credito che prevede un nuovo fondo e contratti di solidarietà. Momento assai difficile dunque: al Montepaschi i sindacati dicono no all'esternazionalizzazione di 2.360 lavoratori. In questo contesto è normale che arrivino anche le accuse, molte delle quali dure, contro i responsabili del sistema bancario. Per Sileoni, "Certi banchieri sono come i piromani, bruciano il territorio di appartenenza, chiudendo gli sportelli, e restano impuniti". In questo scenario ci sono casi significativi come quello di Cariparma (Credit Agricole) il cuipiano industriale prevedeva 360 pre-pensionamenti: sono arrivate 700 dmande di prepensionamento.