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RIFORMA LAVORO/ Treu: un nuovo "patto" per aumentare l'occupazione

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L'importanza di tali servizi e la complessità di domande che dovranno soddisfare, specie in una fase di crisi e di trasformazione come quella presente, sono tali che tutte le risorse private e pubbliche dovranno essere mobilitate in una logica di collaborazione e di sussidiarietà. Le agenzie private, di varia natura, hanno sviluppato una serie di competenze nei vari tipi di servizi, dal collocamento all’outplacement, alla intermediazione e alla formazione professionale che possono essere utilmente valorizzate, come la legge 92 non solo autorizza ma invita a fare.

Su questi punti dovrà esprimersi specificamente la delega. Per questo è importante che essa venga sollecitamente elaborata con il concorso di tutte le istituzioni e gli operatori interessati. Dai suoi contenuti e dalla loro coerente applicazione dipenderà in modo decisivo il contributo che la legge 92 potrà dare a migliorare il mercato del lavoro e l’occupazione, specie se, come tutti dobbiamo augurarci, la nuova normativa potrà operare in un contesto più favorevole dell’attuale, di ripresa della crescita economica e di stabilità politica.

Un rilancio dei servizi di politica attiva in queste forme è decisivo anche per il successo dell’apprendistato che è valorizzato dalla legge 92, nella sua versione professionalizzante, come la modalità prevalente di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. La riforma Fornero su questo punto integra utilmente la normativa del Dlgs 167 del 2011 che recepisce l’accordo Stato regioni parti sociali del luglio 2011, cosi da configurare una revisione sostanziale e un rilancio dell’istituto.

L’intervento promozionale della legge 92 si realizza soprattutto con l’ampliamento della possibilità di utilizzare l’apprendistato professionalizzante passando dal tradizionale rapporto di un apprendista ogni lavoratore qualificato o specializzato a un rapporto di 3 a 2. E’ importante che questa opportunità di aumentare del 50% il ricorso all’apprendistato professionalizzante venga colta dalle imprese, in un contesto, ribadisco, di ripresa dello sviluppo, perché cosi si potrebbe dare un grande contributo all’occupazione giovanile. E la crescita dell’istituto potrebbe assorbire una parte consistente degli attuali contratti cosiddetti atipici parasubordinati che riguardano largamente i giovani.