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Lavoro

ALCOA PORTOVESME/ Bentivogli (Fim Cisl): la situazione è esplosiva. Ora intervenga Monti

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La decisione di chiudere rientra nella decisione di ridurre la capacità complessiva a livello mondiale di tutto il gruppo, per cui si inizia dagli stabilimenti che considerano meno competitivi. Questo sarebbe plausibile in una situazione imprenditoriale normale, ma in realtà Alcoa ha ricevuto moltissimi soldi dal governo italiano, per cui se si fa un bilancio di quanto hanno ricevuto, le loro ragioni non sono più plausibili.

E il governo italiano come si sta comportando in questa situazione?

Io stesso ho richiesto, proprio in queste ore, che l’incontro previsto il 5 settembre al ministero dello Sviluppo economico si sposti a Palazzo Chigi. Non per sfiducia nel ministero, ma la situazione sta diventando drammatica. Questa zona della Sardegna ha un tasso di disoccupazione che supera il 33%: se chiude questo stabilimento, si precipita nel baratro. Anche garantire l’ordine pubblico come abbiamo fatto fino a oggi, diventerà difficile.

Gli operai sono esasperati non solo a Portovesme, però…

Infatti. Sotto questo punto di vista abbiamo diversi focolai che da settembre inizieranno a diventare esplosivi: Alcoa in Sardegna, Ilva a Taranto, Lucchini a Piombino. Non è una semplice vertenza sindacale: la crisi della siderurgia è conclamata e la presidenza del Consiglio deve prendere sotto la sua responsabilità la gestione di questa crisi.

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