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FORNERO/ 1. Così Elsa s'inventa un "assist" a sindacati e imprese

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In realtà la Fornero, nella sua “anti-italianità”, è intervenuta correttamente a raddrizzare un sistema distorto, dove però sindacato e imprese avevano trovato un modus vivendi: il sindacato, rassegnandosi a quest'abuso di precariato che tuttavia era un modo con il quale il ”sistema” distribuiva reddito; le imprese, rinunciando alla facoltà di licenziamenti, ma prendendosi tutta la facoltà (di fatto, se non di diritto) di non assumere più i giovani in pianta stabile se non al termine di una trafila interminabile di contratti e contrattini sottopagati. La Fornero ha cercato in buona fede di sanare la situazione, e ha scontentato tutti.

Poi la ministra ha volato alto nei cieli a lei cari: quello delle pari opportunità, sottolineando come il “capitale umano” femminile sia gravemente sottutilizzato e ipotizzando una norma premiale per le imprese che, compilando un “bilancio umano”, dimostrino comportamenti virtuosi nella gestione delle loro risorse, appunto umane. Infine, uno scampolo di notizia: una lettera firmata congiuntamente da lei con la collega tedesca per chiedere all'Unione europea misure che agevolino lo scambio di lavoratori tra Paesi occupazionalmente in deficit, come la Germania, e Paesi eccedentari, come l'Italia, un'iniziativa che - ha detto - hanno in programma di lanciare da Napoli: per la serie “ripartono i bastimenti”, si torna a parlare, e addirittura agevolare, l'emigrazione infraeuropea.

Anche su questo la professoressa Fornero ha ragione. Ha ragione a dire che nell'era della globalizzazione è doveroso essere disposti a muoversi e ha ragione nel chiedere all'Europa di agevolare i giovani che accettano di farlo. Ma sono altrettante ragioni che non parlano al cuore ma alla testa, soprattutto quando una le espone col tono di chi sta sempre per mettere a tutti una brutta nota sul registro.

Ah, per completezza: nella breve conferenza stampa finale, la Fornero ha fatto sapere che non intende candidarsi alle prossime elezioni e che l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, con cui aveva preannunciato che si sarebbe incontrata entro agosto, non le ha ancora fissato la data. Che gentiluomo. 

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COMMENTI
24/08/2012 - differenze (francesco taddei)

pochi anni fa il meeting era più propositivo. oggi sono i politici che si propongono al meeting, per poi dimenticarlo subito dopo.