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IL CASO/ 2. Dopo gli esodati un’altra emergenza targata Fornero

Se già adesso numerose aziende italiane non riescono ad arrivare a fine mese, vincoli determinati dalla riforma del lavoro, spiega ALBERTO BRAMBILLA, le penalizzeranno ulteriormente

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In una delle sue prime dichiarazioni come nuovo presidente del Consiglio di un “governo dei tecnici”, Mario Monti disse che fare lo stesso lavoro per tutta la vita è un fatto noioso. Quella frase suscitò polemiche, soprattutto da parte sindacale, perché appariva come una sorta di “esaltazione del precariato”, oppure come un incentivo troppo accentuato verso la cosiddetta flessibilità nel mercato del lavoro. Ma probabilmente Monti fotografava, in generale, solo l'attuale situazione del mercato del lavoro a livello mondiale, dove il vecchio “mito” del posto fisso per tutta la vita non è più realizzabile. In tutti i modi quella frase, detta purtroppo con una freddezza e un distacco poco politico, non deve essere stata ben accolta neppure da alcuni dei suoi ministri, soprattutto dalla signora Elsa Fornero, ministro del Welfare, e firmataria della riforma entrata in vigore il 18 luglio.

E' senz'altro vero che i contratti del cosiddetto lavoro a tempo determinato (per usare il termine più generico e riassuntivo) erano una “selva inestricabile”, così come è altrettanto vero che una tendenza alla fissità, alla garanzia di un contratto a tempo indeterminato, sia una base sempre insostituibile per un proficuo rapporto di lavoro. In questo passaggio di razionalizzazione e di costruzione del futuro mercato del lavoro, il ministro Fornero rischia però, con il suo schema teorico che si preoccupa soprattutto di “accarezzare il pelo” ai sindacati, di non fare i conti con la realtà attuale dell'economia italiana e mondiale, che, vista in tutta la sua brutale realtà, è in “frenata libera” e dove trovare un lavoro anche saltuario sta diventando un'impresa. Alberto Brambilla, già sottosegretario al Welfare, e docente dell'Università Cattolica di Milano, fa con noi il punto sulla situazione.


Professor Brambilla, venerdì c'è stato un consiglio dei ministri piuttosto problematico, perché il ministro all'Economia, Vittorio Grilli, ha detto  che non c'è un euro in cassa, e l'autunno si presenta problematico per alcune situazioni aziendali: Ilva di Taranto, la stessa Mirafiori di Torino. Si doveva parlare di “fase due” della crescita...