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SULCIS/ Gli operai occupano la miniera Nuraxi Figus, a 400 metri sotto terra

La protesta degli operai della Carbosulcis sta assumendo modalità e toni drammatici. Da ieri sera, con un blitz, circa 80 lavoratori hanno iniziato a presidiare la miniera di Nuraxi Figus

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La protesta degli operai della Carbosulcis sta assumendo modalità e toni drammatici. Da ieri sera, con un blitz, circa 80 lavoratori hanno iniziato a presidiare la miniera di Nuraxi Figus, a Gonnesa, nel Sulcis. La dimostrazione ha avuto inizio alle 22.30 circa. Ora, una trentina di essi l’hanno occupata, asserragliandosi a 373 metri di profondità. Contestualmente, è stato bloccato l’accesso ai pozzi con dei cumuli di carbone e alcuni mezzi meccanici. La situazione inizia a destare qualche preoccupazione. I minatori, infatti, hanno con se 350 chili circa di esplosivo utilizzato, di norma, per compiere le operazioni di scavo. L’intento dei manifestanti è quello di convincere l’esecutivo a bloccare un progetto che consentirebbe il rilancio dell’area, attraverso la produzione di energia pulita proveniente dal carbone mediante la cattura e lo stoccaggio di anidride carbonica nel sottosuolo. Per questo, vogliono che al più preso sia fissato un incontro con le istituzioni; in particolare, chiedono di poter interloquire con i leader dei partiti maggiori che stanno sostenendo il governo. Vogliono, quindi, parlare con Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini affinché, a loro volta facciano pressione sul premier per dar via al progetto. In precedenza, i minatori avevano bloccato, col medesimo intento gl accessi alla discarica di Gessi. Da parte del mondo politico, per il momento, si è levata la voce del deputato sardo del Pdl, Mauro Pili. L’onorevole, dicendosi al fianco dei lavoratori della miniere, si è detto convinto che, con la loro decisione di occupare «si apre la guerra più dura per il lavoro e il futuro del Sulcis». Il deputato ha detto di aver sperato fino alla fine che i minatori decidessero di non ricorrere ad un simile gesto estremo. Vi sarebbero, infine, stati costretti, a detta sua, dall’arroganza del governo e dell’Enel «che in tutti i modi di stanno contrapponendo al progetto integrato». Secondo il parlamentare è necessario che il governo sia immediatamente convocato dalla Camera per riferire sulle vicende di questi giorni, sul futuro e le prospettive dell’area.