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FIAT/ Quel "dubbio" che tiene ancora Marchionne in Italia

Sergio Marchionne (Infophoto) Sergio Marchionne (Infophoto)

In realtà, Marchionne non vuole vendere le fabbriche italiane, perché sa che le svenderebbe, ma non vuole rischiare soldi in un mercato, l’Europa, nel quale non crede e in un Paese, l’Italia, che non apprezza. C’è da chiedersi solo cosa aspetti il governo ad attuare la promessa manifestata alle Camere dal sottosegretario allo Sviluppo economico De Vincenti, di convocare formalmente l’azienda per indurla a prendere degli impegni “di minima”, ma inderogabili. Non resta da fare altro: i sindacati, da soli, con questo modo di fare sono ridotti all’impotenza. Non sarebbe in ogni caso un male, ma in questo caso lo è.

Anche perché forse nessuno le comprerebbe ai prezzi necessari, ma, attraverso queste partnership, può sostanzialmente vendere quote di mercato in Italia a produttori che ritengano di non averne a sufficienza. Come la Mazda, un “marchiolino” senza personalità, che si ritrova partner di Fiat per il nuovo spider Alfa, figlio di quello che fu un’icona dell’auto mondiale. Ecco cosa può voler dire “partnership”, senza essere incoerente con il “Marchionne-pensiero” finora manifestato.

Comunque sia, che aspetta il Presidente del Consiglio a convocare la Fiat e farsi spiegare una buona volta cos’ha in mente di fare e quali impegni - impegni - ha intenzione di prendere e, finalmente, mantenere?

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COMMENTI
05/08/2012 - FIAT (delfini paolo)

Sono d'accordo con il lettore Rampogna, Marchionne e gli Elkann sono mondialisti e liberisti solo quando conviene loro e statalisti quando fa comodo.Invece di puntare sulla finanza la Fiat dovrebbe ricominciare a dare priorita' alla costruzione di automobili di qualita'.

 
03/08/2012 - Tre dubbi su Marchionne e il sistema Italia - Fiat (Ortensio Rampogna)

Leggendo l'alticolo son venuti anche a me tre dubbi.... Il primo: ma se Marchionne non stima ne l'Europa ne l'Italia... ma chi lo ha obbligato a prendere in mano le redini della Fiat? Solo gli emolumenti che riceve? Il secondo: ma quando mai la Fiat avrebbe fatto qualcosa senza avere aiuti dallo Stato in termini di fabbriche e "marchi" in omaggio?? Se per assurdo si potesse obbligare Fiat a restituire, monetizzandoli, tutti i "regali" ricevuti nel caso voglia lasciare l'Italia.... ma non è che forse forse potremmo permetterci di "mantenere" per anni le persone che perderebbero il lavoro?? Il terzo: perchè il Governo non convoca Marchionne?? Perchè per fare proposte occorre averle, le proposte! Vista la modalità utilizzata per "uscire" dalla crisi (prendere i soldi dalle tasche dai soliti noti - lavoratori dipendenti, pensionati, possessori di casa di prima abitazione e aumento delle "accise") se il Governo convocasse la Fiat sono convinto che l'unica cosa che si otterrebbe sarebbe quella di aumentare le tasse per trovari i quattrini da dare alla Fiat, come hanno sempre fatto tutti i Governi precedenti! Ma forse sbaglio!!