BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

DONNE & LAVORO/ Vegetti Finzi: piangerci addosso non metterà l'Italia al passo coi tempi

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

…quando si pensa ai più fragili. Nessuno pensa ai bisogni dei bambini, delle donne altrimenti ci sarebbe una vera politica di conciliazione tra vita familiare e lavoro. Ci sono troppe aziende a prevalenza femminile che non hanno alcuna azione aziendale su questo tema. Ci sono delle eccezioni, ma sono per l’appunto delle eccezioni, tanto che vengono premiate come casi esemplari.

Perché queste case histories non diventano un modello imprenditoriale?
In Paesi come l’Olanda, in cui si sono realizzate delle politiche conciliative, è documentato scientificamente la positività di questo modello. Lavoro part time, a domicilio, elasticità nell’organizzazione dell’orario sono strumenti che vengono incontro alle esigenze delle donne lavoratrici e delle loro famiglie ma non solo. Converrebbe anche alle aziende. Quanto tempo bruciato nei trasporti, sempre più complicati e difficoltosi! Ma in Italia nessuno si prende la briga di misurarne l’impatto, sociale ed economico. Negli anni 80 si parlava di “tempo del lavoro”, di “tempi della città”, ma tutto si è fermato lì, a quel periodo.

Quali sono i motivi di questa dimenticanza?
Le donne sono sempre più sole, manca un soggetto collettivo che le rappresenti. Le mamme si ritrovano a milioni in internet, sui blog, nei social network, ma questo non serve a niente. Sì, si sfogano, si sostengono nelle loro angosce e frustrazioni, ma non incidono sulla società. Perché la questione della conciliazione tra famiglia e lavoro diventi una priorità dell’agenda politica, occorre un soggetto politico che la imponga. Ma siamo ancora molto lontani da questa realtà, questi gruppi sono solo pre-politici.

Come fare questo passo, allora?
Rimbocchiamoci le maniche, donne. Nessuno ci regala niente.

(Daniela Romanello)

© Riproduzione Riservata.