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Lavoro

LAVORO/ Fassina (Pd): ascoltiamo quei 33 giovani che bocciano l'austerità europea

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Una volta presa questa decisione, molto impegnativa anche in termini politici, la mossa successiva è proprio quella di rallentare la morsa dell’austerità autodistruttiva. Penso quindi all’introduzione di una “golden rule” che possa escludere la spesa degli investimenti dai calcoli del patto di stabilità e dare in questo modo ossigeno all’economia, alle imprese e dunque anche al lavoro. Vi è poi un’altra serie di misure come l’unione bancaria, i project bond europei per finanziare gli investimenti, il coordinamento delle politiche macroeconomiche per contrastare i paradisi fiscali e per introdurre uno standard retributivo a livello europeo. Passaggi certamente fondamentali in grado di spostare la rotta europea da questa sempre più autolesionistica strada imposta dai conservatori verso una via “progressista” che rimetta al centro l’economia reale, le imprese e il lavoro.

Parlando della situazione occupazionale italiana, come si inserisce la riforma Fornero?

All’interno del quadro che ho appena descritto, la riforma del ministro Fornero risulta essere sostanzialmente irrilevante. Utilizzando una metafora, inserire le regole del mercato del lavoro in questo contesto è come cambiare l’olio a un motore fermo perché non c’è benzina. E la benzina di cui parlo è l’aumento della domanda aggregata in ciascun Paese dell’area euro, obiettivo raggiungibile solamente allentando la politica di austerità recessiva.

Come avvertiva il ministro Passera qualche mese fa, secondo lei è a rischio la tenuta sociale del Paese?

E’ evidente che le attuali condizioni sul piano sociale sono sempre più difficili. Come nel caso del minatore della Carbosulcis, la disperazione e l’esasperazione stanno portando i lavoratori ad azioni sempre più pericolose. Se non vengono percepite prospettive di miglioramento è chiaro che il dramma sociale risulterà sempre meno gestibile.

Il Partito Democratico come si sta muovendo sui diversi fronti?

La cosiddetta “Agenda Bersani” contiene innanzitutto quelle priorità riguardanti la politica economica europea di cui parlavo in precedenza. Sul versante interno, invece, già da tempo proponiamo di utilizzare il maggior gettito Iva dovuto all’aumento dei prezzi della benzina per ridurre l’accise sui carburanti. Chiediamo inoltre che ci sia un’accelerazione effettiva dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, in particolare quelle più piccole, e che si allenti il patto di stabilità interno per dare la possibilità ai Comuni che sono in condizioni di finanza pubblica meno gravi di fare investimenti e dare lavoro alle imprese del territorio. Stiamo però parlando di misure parziali che non rappresentano una svolta, ma che possono però attenuare le maggiori sofferenze sociali dovute alla recessione.

 

(Claudio Perlini)

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