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Lavoro

Il piano per la crescita deve cancellare i vincoli sui contratti flessibili

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In forza di questo ragionamento, emerge come assolutamente auspicabile che nel piano di crescita che il Governo sta predisponendo vengano inseriti interventi come: 1) l’eliminazione della causale per tutti i contratti in regime di somministrazione; semplificazione che si rivelerebbe utilissima non solo in chiave di liberalizzazione, ma anche dal punto di vista economico (essendo non solo a costo zero, ma altresì in grado di eliminare costi inutili); 2) la chiara indicazione della non applicabilità dei 36 mesi laddove siano le Apl a farsi carico della stabilizzazione del lavoratore, rimuovendo definitivamente il dubbio che il lavoratore assunto a tempo indeterminato da un’Agenzia sia da considerarsi precario per il solo fatto di essere gestito da una terza parte; 3) la cancellazione del contributo dell’1,4% per l’Aspi nei contratti di somministrazione a tempo determinato, restituendo così l’intero ammontare del 4% a favore dei progetti di politica attiva gestiti da Formatemp.

Ci sono frangenti in cui tenere il piede in troppe scarpe per mettere tutti d’accordo diventa quanto mai inopportuno. È il momento, anche per il mercato del lavoro, di compiere scelte forti e di avere il coraggio di sostenerle.

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