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STATUTO LAVORATORI/ Ichino (Pd): caro Monti, cominciamo a "riscrivere" la riforma Fornero

Elsa Fornero e Mario Monti (Infophoto) Elsa Fornero e Mario Monti (Infophoto)

Più che di “scelte” parlerei di inerzia, ritardo nell’adeguamento. In Germania, il legislatore e le forze sociali hanno compiuto un importantissimo aggiustamento della struttura della contrattazione collettiva e della disciplina dei licenziamenti già all’inizio degli anni 2000; noi abbiamo tardato 10 anni. E questi ritardi si pagano.

 

Quali furono le ragioni di questo ritardo?

 

Poiché sono sempre portato a guardare ai difetti di casa mia, prima che a quelli altrui, rispondo che a questo ritardo ha contribuito molto un vero e proprio blocco mentale che ha colpito la sinistra italiana: quello che l’ha indotta a sacralizzare le vecchie forme del sistema di protezione del lavoro, senza vederne i difetti e i costi. Ma anche il centrodestra non ha brillato per capacità di svecchiare questo sistema: col risultato che nel “ventennio berlusconiano” i costi sono aumentati a dismisura.

 

Quali costi?

 

Costi in termini di segregazione di una parte cospicua della forza-lavoro, che resta esclusa dal sistema stesso delle protezioni. Costi in termini di ingessatura delle strutture produttive medio-grandi: quando la sicurezza del lavoratore è interamente costruita sullo stretto suo legame con il posto di lavoro, è inevitabile che l’intero sistema tenda alla conservazione delle strutture esistenti, anche quando non sono più produttive. Questo riduce la produttività media del lavoro degli italiani, con il conseguente effetto depressivo sulle loro retribuzioni. Oltre a disincentivare, come dicevo prima, gli investimenti stranieri. A questo si riferisce Monti quando parla di effetto depressivo del nostro vecchio sistema di protezione.

 

Crede che lo Statuto andrebbe modificato?

 

L’intera nostra legislazione del lavoro di fonte nazionale dovrebbe essere riscritta in modo semplice, sintetico, leggibile immediatamente da parte di tutti coloro che devono applicarla: decine di milioni di persone. Per questo, con altri 54 senatori Pd, ho presentato nel 2009 il disegno di legge n. 1873, che sostituisce 200 vecchie leggi, per un totale di duemila pagine, con sessanta articoli brevi, chiari e facilmente traducibili in inglese. Li abbiamo scritti avendo in mente il modello nord-europeo centrato sul principio della flexsecurity; ma la stessa tecnica legislativa potrebbe, ovviamente, essere posta al servizio di scelte di politica del lavoro diverse.

 

Nell’insieme, valuta che sarebbe sufficiente modificare lo Statuto per rilanciare l’occupazione? 


COMMENTI
14/09/2012 - In Germania cosa? (Moeller Martin)

In Germania la legislazione è ben diversa da quello che Lei afferma. Innanzitutto bisogna sapere che la contrattazione collettiva sindacale vale solo come contratto tra le parti firmatarie e non viene estesa per legge a tutti. Di fatto la applicano solo le grandi aziende. Tutti gli altri comuni mortali, siano essi artigiani, commercianti, studi professionali, aziende piccole e medie oltre a quelle grandi non iscritte alle organizzazioni di padronali, SE NE FREGANO della contrattazione collettiva! Per loro, da sempre e non solo dagli anni 2000, vale quanto segue: 1) Il rapporto di lavoro è La regolamentato per contratto civile tra azienda e lavoratore tramite la 'lettera di assunzione'. Oltre a questo valgono i criteri base fissati da leggi ordinarie dello stato. Queste sono poche, semplici ed estremamente stabili nel tempo e regolamentano cose come il versamento dei contributi, ferie minime, malattia, lavoro minorile, sicurezza ecc. Per far capire quanto siano minime basta considerare che la tredicesima non è obbligatoria. 2) Per 'liberarsi' di un dipendente vi sono 2 strade: il licenziamento o la semplice disdetta del rapporto di lavoro. Il licenziamento è una via ostica e si finisce in tribunale nella maggior parte dei casi. Invece la disdetta del rapporto di lavoro non può essere impugnata se non per motivi particolari (ad esempio categorie protette come portatori di handicap, palese discriminazione ecc.) e si risolve con un normale preavviso di un paio di mesi.