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Lavoro

IDEE/ Del Conte (Bocconi): come far crescere i salari in Italia

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Purtroppo in Italia - è noto - c’è un elevato cuneo fiscale, che non è nemmeno così levato come in altri paesi, ma è legato a una dinamica salariale molto piatta. E la ragione più significativa di questo differenziale è che il lavoro in Italia non riesce a produrre il valore che riesce a produrre in altri paesi europei. Di fatto scontiamo il deficit di produttività. Ed è chiaro che, come dicevo, in sistemi dove l’ora lavorata rende molto più di quella italiana sono possibili un recupero e una redistribuzione in termini di salario maggiori che non in Italia.

 

Se ne può uscire?

 

Purtroppo il trend negativo è pesante perché in Italia stiamo andando verso un progressivo impoverimento del mercato interno. Calano sia la domanda, perché è sempre minore la capacità di acquisto dei nostri lavoratori, sia l’offerta in termini di valore aggiunto prodotto. E questo secondo fattore è serio, perché ci porta sempre più verso un’area marginale della produzione - quella a minor valore aggiunto appunto - dove la competizione si gioca con i paesi emergenti che, per quanto riguarda il costo del lavoro, sono decisamente più competitivi di noi. È un circolo vizioso che va interrotto incidendo sull’aumento di produttività.

 

Fosse al governo cosa farebbe?

 

Il governo dovrebbe fare due cose. La prima è un significativo piano di rilancio industriale premiando le imprese che producono di più creando maggiore valore aggiunto. Un serio piano di sviluppo industriale è ciò che manca veramente al nostro Paese e che, se adottato, ci riporterà a competere con i paesi più avanzati. È urgente, ma per farlo occorre tempo. In secondo luogo bisogna incentivare la produttività.

 

Come?

 

Riportando al 10% l’aliquota secca contributiva per gli incrementi di produttività. Sarebbe uno strumento efficace per dare stimolo alle buone pratiche volte a recuperare produttività.  E questo si può fare subito. Non aspetterei un giorno di più.

 

(Matteo Rigamonti)

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COMMENTI
20/09/2012 - una domanda (francesco taddei)

ma la produttività dipende di più dal numero di ore lavorate o dall'efficienza e modernità dei macchinari e degli impianti? come sono messe le aziende italiane in questo senso?