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J’ACCUSE/ Angeletti (Uil): salari e produttività, Monti gioca allo scaricabarile

Luigi Angeletti - Infophoto Luigi Angeletti - Infophoto

Anzitutto, evitare di far cadere il Paese in questa lunga recessione. E accogliere i nostri appelli.

 

Quali?

 

Da tempo ribadiamo che occorre diminuire le tasse, consentendo all’aziende di scambiare una maggiore produttività con aumento salariale; è necessario, inoltre, tagliare la spesa pubblica e renderla più efficiente, e far sì che i soldi stanziati per le opere pubbliche siano effettivamente utilizzati.

 

Squinzi è convinto che con i sindacati, entro il 18 ottobre, si giungerà ad un accordo. Da parte vostra, quali crede che siano i margini d’azione con Confindustria?

 

Beh, che ci siano degli spazi d’azione tra noi e le imprese, mi pare evidente. Vorrei ricordare, anzitutto, che quanto si è fatto in questo Paese sul fronte della produttività è merito delle parti sociali e della stipula degli accordi contrattuali. Detto questo, se aumentare gli orari di lavoro significherà aumentare i salari, non credo che l’ipotesi troverà il sindacato ostile.

 

Al di là di questo, su quali punti crede che troverete l’accordo?

 

Chiederemo a Confindustria se condivide le suddette proposte sinora avanzate da noi al governo; in caso affermativo, ci potremo presentare uniti di fronte all’esecutivo, per rilanciarle.  

 

Squinzi si è anche detto convinto che sia necessario aumentare la specializzazione e il tasso di innovazione

 

Ovviamente, non possiamo che essere d’accordo.

 

Qual è il settore che soffre maggiormente di scarsa produttività?