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Lavoro

J’ACCUSE/ Angeletti (Uil): salari e produttività, Monti gioca allo scaricabarile

Anche LUIGI ANGELETTI come, dal canto suo, Squinzi,  è convinto del fatto che un’intesa con gli industriali sul fronte della produttività si possa trovare. Ci spiega a quali condizioni

Luigi Angeletti - InfophotoLuigi Angeletti - Infophoto

Fatti i dovuti aggiustamenti di bilancio, placata la tempesta speculativa e messa una pezza allo spread - grazie, soprattutto, all’intervento della Bce - restano i problemi dell’economia reale a cui la crisi, di natura inizialmente finanziaria, si è estesa. Non ci sono molte alternative: siamo in recessione e, finché non si invertirà la tendenza, i livelli occupazionali e il potere d’acquisto delle famiglie resteranno ai minimi storici. Quindi, occorre aumentare la produttività. Detto in altri termini, si deve aumentare il Pil. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, si è detto convinto che, in tal senso, esistano i margini d’azione per trovare un’intesa con le parti sociali. Dopo aver già incontrato la Camusso (Cgil), si vedrà a breve con Angeletti (Uil) e Bonanni (Cisl). Il suo intento è quello di trovare un accordo entro il 18 ottobre, quando Monti si recherà in Europa per presentare il piano per i successivi tre mesi. Abbiamo chiesto proprio a Luigi Angeletti di spiegarci se e quali spazi di azione effettivamente sussistano.

Anzitutto, condivide l’idea di Squinzi secondo cui il rilancio della produttività sia la priorità?

Che la scarsa produttività sia il problema principale del nostro Paese lo sosteniamo da diverso tempo. Addirittura, nel primo incontro avuto con il governo, quando ancora non aveva ottenuto la fiducia, gli sottoponemmo la questione. Gli facemmo presente che i redditi erano bassi e che il problema del debito avremmo dovuto risolverlo aumentando il Pil.

Come è andata a finire?

Come tutti possono facilmente constatare, è un anno che, in merito alla questione, il governo sta facendo orecchie da mercante. Non è un caso che siamo in recessione. Non solo. Oltre a non darci ascolto, si è mosso nella direzione opposta. Ostacolando in tutti i modi il recupero della produttività delle imprese.

Come?

Per esempio, eliminando, parzialmente, la detassazione sul premio di produttività dei dipendenti introdotta dal governo precedente.

Eppure, anche Monti, adesso, sta ponendo l’accento sul rilancio della produttività

Lo sta facendo alla fine del suo mandato. E lo ha fatto chiedendo ai sindacati di fare la loro parte. Come se non l'avessimo già fatta. L’impressione è che intenda scaricarci il barile per distogliere l’attenzione dalle responsabilità del governo e dalle misure che dovrebbe assumere.

Cosa avrebbe dovuto fare?