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CASSA INTEGRAZIONE/ Il centralismo non paga, lo dicono i numeri

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"Il totale cumulato nei primi 8 mesi dell´anno - troviamo scritto - supera quindi i 60 milioni di ore, 4 in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Sempre su questo confronto risulta molto diverso invece l´andamento per provincia: si conferma il boom a Venezia (+ 4 milioni) e il calo a Treviso e Vicenza, rispettivamente con un calo di 1,7 e 1,3 milioni di ore. Come detto, il totale di agosto è di 5,7 milioni di ore: di queste quasi 3 milioni sono relative alla gestione in deroga, la meno utilizzata poi dalle stesse aziende (nei 4 anni di crisi il suo consumo è stato attorno al 25% dell´autorizzato). Per la cig straordinaria (quella delle crisi strutturali) le ore autorizzate sono state poco meno di 1,7 milioni (consumo effettivo 80%). Un milione di ore invece quella per la gestione ordinaria".

Un´ora su cinque, dunque, è stata autorizzata per lavoratori impiegati, ma nella cig straordinaria si sale ad un´ora ogni tre. Complessivamente non siamo lontani dai dati dell´agosto 2011: 5,4 milioni.

In questi primi otto mesi, dunque, in Veneto sono state autorizzate 60,4 milioni dimore, con una crescita di 4,3 milioni.

Solo in due province, Treviso e Vicenza, le più industrializzate, si é avuto un calo di richieste, mentre in tutte le altre si é registrato un aumento. Segno del diverso andamento della crisi. Questi i dati e gli andamenti.

Quali sono invece i rumors romani? Parlano di una intenzione ministeriale di riprendersi in mano questo tema, ma sino ad ora difficile trovare parole certe.

Resta la domanda: perché rinunciare ad un modello che ha funzionato? Una domanda condivisa anche da Donato Pedron vicepresidente di Confartigianato Veneto e presidente dell´Ente Bilaterale Artigianato Veneto, ma anche dal responsabile regionale Cisl per il lavoro Giulio Fortuni.

Si tratta, in poche parole, di non rinunciare alla buona prassi della "bilateralità", capace, come si é visto, di dare una mano ai lavoratori non coperti dai consueti ammortizzatori sociali.

Fortini lo dice chiaramente: l'accordo va confermato, e l'assessore regionale Donazzan si é detta subito d'accordo. Un modo per ribadire che esiste anche una buona concertazione: da praticare, da confermare, da rilanciare. Perché i temi sul tappeto chiedono flessibilità e immediatezza d'intervento. Responsabilità sociale in questo caso significa mettere in concerto le risorse del lavoratore e delle imprese. Per nuovi contratti di solidarietà, per vincere assieme la vera sfida: fare di tutto per aiutare coloro che rischiano di perdere il lavoro, anche consentendo loro di cambiarlo con nuove opportunità occupazionali.

I "tecnici" al governo ed i "tecnici" ministeriali sapranno leggere in controluce queste nuove sfide?

 

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