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Lavoro

CASSA INTEGRAZIONE/ Il centralismo non paga, lo dicono i numeri

GIANNI ZEN, riportando i numeri della cassa integrazione utilizzata in Veneto, spiega perché l’unica strada perché il sistema sia efficiente consiste nel bilateralismo Stato-Regioni

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Il rigurgito centralista si vede da mille cose. Motivato dalla urgenza di tenere sotto controllo i conti pubblici, nasce in realtà dalla convinzione ideologica che lo Stato non si debba fidare delle autonomie locali. La sussidiarietà, dunque, vista come un pericolo, più che come una risorsa. L'ultima puntata la ritroviamo nel recente convegno di Mestre, organizzato dalla CISL veneta, sulle difficoltà del lavoro oggi.

In poche parole, chi deve gestire la cassa integrazione in deroga? Il ministero oppure, con accordi bilaterali, le singole regioni?

L'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan non ha dubbi, nei termini di un rinnovo, vista l'imminente scadenza, dell'accordo con l'allora ministro Sacconi. Della stessa opinione é il presidente di "Italia Lavoro" Paolo Reboani: un'unica regia é una scelta irragionevole.

Il convegno cislino sulla riforma del lavoro non poteva non toccare questo punto chiave.

Una riforma, hanno concordato i diversi relatori, che ha portato da un lato alcune novità di rilievo, assieme ad alcuni limiti di struttura. Uno dei più importanti riguarda proprio la domanda di flessibilità, cioè quel sostegno al sistema sociale del Veneto che, sino ad ora, grazie proprio alla logica bilaterale, é riuscito ad evitare situazioni difficili, se non drammatiche. Pensiamo qui ai tanti contratti di flessibilità che hanno sino a questo momento armonizzato tra di loro tante difficoltà aziendali.

Anche gli interventi di parte sindacale hanno confermato questa linea di responsabilità sociale dal basso. In altri termini, anche da parte sindacale si é compreso che il centralismo non paga più.

Il problema comunque resta, visto che il prossimo 31 dicembre scadono gli accordi firmati da Sacconi con la Regione Veneto sulla gestione della cassa in deroga: la Regione si era impegnata col 40% di risorse proprie a fronte di un 60% dello Stato. Da non dimenticare che il 31 dicembre si consumano gli effetti anche dei decreti che riguardavano l'Inps, nei termini di un anticipo di cassa a favore della Regione.

Proviamo a dare alcuni dati forniti dalla CISL. Anche ad agosto l'Inps ha autorizzato 5,7 milioni di ore di cassa integrazione, 300.000 in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno.