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Lavoro

FIAT/ Bonanni (Cisl): Marchionne e Fiom, rischiano 500.000 lavoratori

Raffaele Bonanni (Infophoto)Raffaele Bonanni (Infophoto)

Queste storie ben dimostrano che le politiche cosiddette industriali intese come politiche di rafforzamento dei fattori di contesto per lo sviluppo delle imprese, sono del tutto trascurate: le tasse locali e centrali, le infrastrutture, l’energia, i servizi comuni, le macchine, la giustizia lenta… basta dire che nell’ultimo decennio abbiamo accresciuto il costo per unità di prodotto di ben il 20%, quando i nostri concorrenti tedeschi e francesi hanno diminuito tale costo del 10%. Quindi la distanza, nell’ultimo decennio, tra ciò che produciamo noi e loro ha avuto per noi un costo superiore del 30%. Questo soprattutto per l’inconsapevolezza della classe dirigente della propria missione e della nostra ricchezza: non abbiamo materie prime ma abbiamo molta conoscenza e professionalità.

 

La scorsa settimana si parlava di Confindustria che voleva congelare i rinnovi contrattuali in attesa del tavolo produttività, invece sabato è arrivato il rinnovo dei chimici…

 

Queste cose le hanno scritte alcuni giornali che hanno avuto soffiate di depistaggio. Come al solito c’è sempre chi tenta di fermare l’esito positivo del lavoro. Spero che ci si possa avviare ad un cambio di rotta importante, verso una stagione di concreta operosità del Paese.

 

(Giuseppe Sabella)

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