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ALCOA PORTOVESME/ Due operai salgono su silos di 70 metri per protesta

Questa mattina, durante l'assemblea dei lavoratori, due dipendenti Alcoa dello stabilimento sardo sono saliti su uno dei silos dell'impianto, a 70 metri d'altezza. I dettagli.

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Non si ferma la protesta degli operai dell'Alcoa di Portovesme. Questa mattina, durante l'assemblea dei lavoratori, due dipendenti dello stabilimento sardo sono saliti su uno dei silos dell'impianto, a 70 metri d'altezza. I sindacati nono sono ancora in grado di fornire spiegazioni sul gesto disperato dei due, ma alla clamorosa protesta di oggi seguiranno sempre in Sardegna altre iniziative in vista della manifestazione prevista a Roma per il prossimo lunedì. A deciderlo è stata proprio l'assemblea dei lavoratori, riunita oggi in fabbrica dai delegati di Cgil, Cisl e Uil del Sulcis e delle Rsu. Nei prossimi giorni avverrà anche un incontro con i sindaci per definire i dettagli del viaggio dei lavoratori che dovrebbero partire sabato da Cagliari per Civitavecchia con ritorno da Olbia. Inoltre, dopo lo slittamento dell'incontro al ministero dello Sviluppo economico, i sindacati hanno riferito agli operai in assemblea che questo “é motivato dalla necessità di effettuare un approfondimento tecnico tra Governo e Glencore venerdì 7 settembre e che, a fronte di una graduale fermata degli impianti, è stata data la disponibilità per posticipare la data della riunione". Questa mattina intanto, nella sede del Pdl a via dell'Umiltà, si è svolto l’incontro tra il segretario Angelino Alfano e i rappresentanti dei lavoratori Alcoa. "Accanto all'azione positiva della Regione Sardegna – ha sottolineato Alfano - sul piano delle esigenze infrastrutturali, occorre che il Governo nazionale e le principali forze politiche creino le condizioni di contesto legislativo che consentano a nuovi investitori di farsi avanti. E la questione dei costi energetici appare decisiva, così come un impegno chiaro del governo sul futuro del settore dell'alluminio. Il Pdl è determinato ad agire in questo senso”. “Se davvero l'Italia vuole attrarre investitori internazionali – ha concluso poi - la questione ineludibile è quella del contenimento dei costi dell'energia, condizione essenziale per garantire competitività”.