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GAFFE/ La "crisi" di Monti, i Righeira e quei 180mila che stanno per saltare

Ieri, durante la sua visita alla Fiera del Levante (Bari), il premier Mario Monti ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti. La crisi è finita davvero? Il commento di MERISIO COLLEONI

Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto) Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

“L’estate sta finendo… la crisi se ne va…”. A cantare questa bella canzoncina è stato ieri il presidente del Consiglio Mario Monti. Solo che invece di farci sorridere, come avrebbe voluto, il Supermario di Roma è riuscito a fare proprio come i mitici Righeira, quelli dell’”anno che se ne va”. Cioè è riuscito a immagonirci in pieno. A farci star male. Non è che stiamo diventando grandi e non ci va, che dobbiamo tornare a scuola a fare i compiti per l’Europa, lasciare la fidanzatina-piccolo-grande-amore-maglietta-fina e via dicendo, ritrovare la nebbia e il freddo dell’inverno. No, qui il problema non è di nostalgie, ma di paure: è che la crisi non sta affatto finendo. Anzi. Come direbbero persino il mio amico barista, il mio amico contadino e il mio amico benzinaio: la crisi incomincia adesso!

Invece Mario nostro, parlando a Tg Norba 24 alla Fiera del Levante, ha pensato bene di lanciare un messaggio urbi et orbi per diffondere ottimismo e ridare speranza al Paese. “L’Italia è ripartita”, ha clamorosamente annunciato, spiegando che sì, forse la ripresa ancora “non si vede dai numeri”, ma sta arrivando di sicuro. E dov’è? “Dentro di noi”.

Fermiamoci un attimo. L’affermazione che a prima vista può apparire più esoterica è in realtà la più corretta. E’ vero, la soluzione è solo dentro di noi, nel senso che passa da noi tutti, dalle imprese, dalle parti sociali, dai cittadini, dai lavoratori, dal modo con il quale ciascuno di noi si rapporta a questa crisi e decide di affrontarla, capendola e  accettandola per quello che è. Detto questo, però, il problema non è che si risolve a dirlo. Il problema è che se anche il sottoscritto Merisio, e il benzinaio, e il barista e il contadino hanno ben capito la questione, purtroppo, il contesto circostante continua a svolazzare abbastanza alto, guardando cifre immaginarie, osservando realtà distorte, bevendo tè annacquati su divani improbabili. E in questo contesto, ovviamente, nel mare dove viaggiano gli hovercraft dell’economia, c’è ahimè, purtroppo, anche il nostro Monti.

Perché nobile è l’intenzione di ridare speranza e infondere fiducia, se questo può servire a invertire il ciclo della sfiducia che alimenta a sua volta la crisi. Ma non è che puoi nemmeno raccontare storie così, solo perché i tuoi amici attorno hanno l’abitudine di sorridere sempre compiaciuti e a denti stretti.


COMMENTI
06/09/2012 - Unica soluzione (Mariano Belli)

Non c'è altra soluzione che rinnegare il debito, o meglio dichiararlo illegale come ha fatto l'Ecuador (in quanto contrario agli interessi del suo popolo). Più tardi ci arriviamo, e meglio sarà per le banche (Monti è lì per questo.. le stupidaggini che dice sono solo per farci stare tranquilli e far passare il tempo) e peggio sarà per noi. Lo dico da un anno, lo ripeterò fino alla fine.

 
06/09/2012 - Un piccolo appunto (Bruno Venturi)

Noi del popolo siamo invitati a trovarci dentro la forza di superare questa crisi e di incamminarci verso lo sviluppo. Parole sante! Ci serve un preparatore che ci aiuti con un sano training autogeno ad estrarre questa forza! Ed anche se ce la facessimo ci avventureremmo nella intricatissima foresta tropicale allagata dalla recessione. Lo sviluppo si crea con lo scambio, io ti fornisco un bene o servizio in cambio di un corrispettivo che è formato da un costo e un guadagno. Ma il guadagno è sparito, è rimasto solo il costo e il rischio. Caro prof. Monti anche Lei ci penserebbe un po' a mettersi in un'impresa quando davanti vede solo costi e rischi, d'altronde ci ha chiaramente dimostrato che il suo corrispettivo lo ha incassato in anticipo! Ma noi formiche dobbiamo trovare la forza anche se vediamo che la nostra casta non trova uno straccio di forza per sistemare i costi della zavorra che ci sta uccidendo, non trovano la forza di cambiare la legge elettorale, non trovano la forza di capire che in un mercato asfittico e senza credito non esiste iniziativa che possa andare a buon fine, di capire che la creatività e l'iniziativa germogliano solo in un contesto senza vincoli e, ragione importante, non a comando. Ma se tutto è vincolato e scadenziato al cronometro della finanza, che ad ogni secondo pretende il suo corrispettivo, come fa il giovane privo di risorse ma con buone idee a sperimentarle e a realizzarle senza ingolfarsi di costi e con lo spauracchio di Equitalia?

 
06/09/2012 - Gaffe volute (Diego Perna)

Le gaffe di Monti non sono gaffe, è troppo preciso e riflette prima di parlare, non è Berlusconi, che si sa è sempre stato spontaneo nel bene e nel male. Monti ha un piano, quale non è dato saperlo, sa cosa è l'eurozona, quali i problemi giganteschi e come la recessione non è finita anzi è in peggioramento. Quindi guarderei bene a chi sono rivolte quelle parole, non a noi poveri scemi, e anche poveri, io direi che è un segnale per alcuni per sapersi muovere nei mercati, prima del tracollo. Si sono un po' dietrologico, ma o Monti ha perso il senno, oppure è tattica. All'autore comunque i miei complimenti, ormai non è facile trovare anche su Il Sussidiario voci fuori dal coro (per determinati argomenti ovvio) e questo non è buono.