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Lavoro

ALCOA PORTOVESME/ Gli operai scendono dal silos. Non ci sono compratori, a dicembre si chiude

Sono scesi poco prima delle 17.30 i tre operai dell’Alcoa a Portovesme che da quattro giorni protestavano a 70 metri d’altezza per convincere l’azienda a fermare la chiusura dell'impianto

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Sono scesi poco prima delle 17.30 i tre operai dell’Alcoa a Portovesme che da quattro giorni protestavano a 70 metri d’altezza per convincere l’azienda a fermare le procedure di chiusura dell’impianto. Gli stessi operai, una volta scesi, hanno annunciato che lunedì prossimo saranno a Roma in occasione del corteo per il lavoro organizzato dai sindacati del Sulcis. Oggi uno dei tre lavoratori dell’Alcoa saliti sulla cisterna, cardiopatico,  aveva accusato dei malori ed era stato soccorso. Il delegato Rsu-Fiom-Cgil Bruno Usai ha fatto sapere all’Adnkronos di essere riusciti a convincerli a scendere anche perché “un collega stava molto male e gli altri due erano molto provati, dopo 4 giorni a 70 metri di altezza. Ora attueremo altre forme di protesta per far sì che lo stabilimento possa continuare a produrre”. L'operaio è stato poi accompagnato dai colleghi da un medico di fiducia per essere visitato. Nonostante le proteste, l’azienda ha annunciato di voler continuare ad “impiegare i nostri dipendenti fino alla fine del 2012”, ribadendo che al momento non vi sono nuove offerte  da parte di potenziali acquirenti dell'impianto di Portovesme. In un comunicato recentemente diffuso si legge che “il comprensibile livello di preoccupazione per il futuro dello smelter di Portovesme e dei suoi dipendenti e collaboratori ha portato a una grande quantità di congetture e commenti. Sebbene siamo soliti non commentare le indiscrezioni, riteniamo utile riconfermare che dal primo agosto non abbiamo ricevuto nessuna nuova e concreta manifestazione di interesse da parte di potenziali acquirenti dell'impianto Alcoa di Portovesme”. “Come tutti sanno – si legge ancora - Alcoa ha condotto un processo di vendita che si è concluso il 31 agosto senza tuttavia arrivare a firmare una lettera di intenti con un soggetto interessato all'acquisto dello smelter. Il processo è stato accurato e corretto, abbiamo dato aggiornamenti sui nostri progressi nel corso di riunioni con tutte le parti interessate in maggio, luglio e agosto, durante le quali tutti sono stati liberi di fare domande. All'inizio diversi potenziali acquirenti hanno preso in considerazione la possibilità di acquisto, ma l'elenco si è poi ridotto a solo due aziende che hanno poi dato indicazioni preliminari scritte di interesse”.