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FORNERO/ Togliere agli anziani per dare ai giovani? Non funziona

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Terzo aspetto. La produttività del lavoro non è scindibile da quella degli impianti, del capitale, dalla qualità del cosiddetto capitale umano, dai fattori tecnologici, dalla facilità all’accesso al credito, dalla semplicità normativa… Ovvero non si può considerarla fattore indipendente dall’efficienza del sistema-paese. Risolvere i ritardi cronici dell’Italia determinerebbe anche una crescita complessiva della produttività del lavoro. E’ questo, stando alle parole del premier Monti, il primo mandato dell’attuale Governo e ciò che più si aspetta da questi ultimi mesi di reggenza tecnica. In questo senso la riforma varata dallo stesso ministro Fornero non pare proprio andare in questa direzione, avendo, quantomeno per ora, più confuso che semplificato.

Ciò detto, il graduale inserimento di meccanismi di connessione tra aumenti salariali e andamento della produttività è tutt’altro che da disprezzare. Per tutti i lavoratori, non solo per i più esperti. 

Per essere concreti e operativi da subito basterebbe riattivare il premio di produttività consistente nella detassazione di quelle parti di salario legati ad incrementi di produzione che l’attuale Governo, per motivi di contenimento della spesa, ha ridimensionato. Quella misura (nella forma in vigore dal 2009 al 2011) è stata molto criticata proprio nel suo nucleo più interessante: la necessità di un accordo sindacale, aziendale o territoriale. Richiesta scomoda, ma importante, perché conscia che sono innanzi tutto le relazioni industriali (o, in altri termini, il rapporto tra lavoratori e datore di lavoro) capaci di concordare soluzioni condivise ed efficaci per sperimentare nuovi meccanismi retributivi senza mettere i lavoratori uno contro l’altro.

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COMMENTI
07/09/2012 - Riaprite i manicomi (Mariano Belli)

Premetto: buon articolo, ma ora veniamo alla Fornero. Insomma, parlano di puntare sul premiare la produttività, nel frattempo hanno rialzato la tassazione...sulla produttività! Poi...ma dove sta scritto che un lavoratore "anziano" produce di meno? Forse perchè ha meno forza nelle mani? E la sua esperienza non conta nulla? Ma sta Fornero dove ha studiato per arrivare a simili ridicole conclusioni...al Cottolengo, forse? Se è così, cominciamo a dimezzare lo stipendio seduta stante a tutti quelli che siedono in Parlamento e hanno più di 50 anni: Monti, Fornero, e altri 800...Napolitano mandiamolo direttamente all'ospizio, alla sua età cosa può più "produrre"? Per finire: ci dicessero che a 50 anni dobbiamo morire tutti con una bella dose di cicuta, che facciamo prima...attenzione, però, a chi non ha più nulla da perdere.