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Lavoro

La flessibilità si ottiene col lavoro somministrato

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Quanto al tempo determinato, invece, da una parte abbiamo assistito ad un aumento dei costi e dall’altra ad una forte limitazione della reiterabilità, il che rende di fatto inefficace lo strumento per tutte quelle aziende che hanno scarsa visibilità circa il proprio mercato e, dunque, la necessità di “navigare a vista” per periodi di tempo anche lunghi: condizione, questa, che purtroppo in questo periodo caratterizza sempre più la situazione delle aziende italiane.
Quindi, in definitiva, quali alternative hanno oggi le aziende per appagare il loro bisogno di flessibilità reiterata nel lungo periodo? Tre sono le strade di fronte a loro: 1) rinunciare alla flessibilità, stabilizzando il lavoratore; 2) rinunciare al lavoratore scelto pur di mantenere la modalità contrattuale del tempo determinato, stipulandolo però necessariamente con un altro lavoratore; 3) se invece l’azienda vuole godere di flessibilità conservando un rapporto stabile con il lavoratore, l’unica strada è utilizzare la somministrazione. Vediamo perché e con quali vantaggi:

Prorogabilità. I contratti di somministrazione hanno già il vantaggio di poter essere prorogati più volte del tempo determinato, a causa dell’estensione dei tempi a 60/90 giorni prima di poter far ripartire un nuovo contratto a tempo determinato (pausa temporale che invece non riguarda la somministrazione). Inoltre la somministrazione mantiene sia la prorogabilità per 5/6 volte sia la possibilità di un’agile riattivazione di un nuovo contratto.

Semplificazione delle procedure contrattuali. Non solo da oggi sarà possibile non indicare più una precisa causale nel primo contratto di somministrazione (come avviene anche per il tempo determinato), ma in caso di utilizzo della somministrazione si apre anche la possibilità di attivare contratti senza causale con lavoratori cosiddetti “svantaggiati” e tutte le volte che si sia raggiunto un accordo di secondo livello.

Continuità nel tempo. L’unica possibilità per mantenere in condizioni di flessibilità un lavoratore oltre i 36 mesi resta il contratto di somministrazione: certamente attraverso l’utilizzo del contratto di somministrazione a tempo indeterminato e, molto probabilmente (resta ancora da chiarire nei dettagli), anche con la somministrazione a tempo determinato a fronte di una assunzione a tempo indeterminato del lavoratore da parte delle Agenzie per il lavoro. Situazione – questa – che trasforma l’agenzia stessa in un vero e proprio “ammortizzatore attivo”, realizzando pienamente il concetto di flexicurity.